di EUGENIO SANTORO

Il Covid protagonista sulla stampa e nei Media negli scorsi due anni 2020 e 2021, con il corrente 2022 è finito in terza linea ,sia perché le prime due posizioni del ranking della informazione sono state occupate dalla politica e dalla guerra, sia perché la gente è stanca del terrorismo mediatico sul virus che ormai per sua mutata natura morde poco, ma è molto anzi troppo presente. Se ciò vale per le notizie, non dovrebbe essere valido per la vera informazione, ossia per l’analisi degli eventi e la valutazione prospettica. Invece notizie ed informazione procedono di pari passo, con un comportamento  “volatile” come i valori dei titoli di Borsa nei periodi critici.

Ora sono i giorni della politica, delle manovre elettorali, della ricerca individuale e collettiva della posizione più vantaggiosa, della transumanza dei reduci della legislatura finita anzitempo, della ricerca non dei programmi e delle proposte, ma degli scoop che diano visibilità e gratifichino la vanità. E’ una campagna elettorale non diversa né peggiore delle altre di questo secolo, tutte di fatto ispirate dal pirandelliano “Sei personaggi in cerca di Autore” specie  a sinistra perché a destra veleggiano solo i fantasmi del passato:  Salvini ancora a caccia di migranti con il rosario in mano, e come emulo di Bossi promette autonomia al popolo  del Nord, Berlusconi che 20 anni dopo ripropone il ponte sullo stretto di Messina e l’aumento di tutte le pensioni al minimo di mille Euro, Giorgia Meloni che litiga con la cantante Giorgia, sua omonima, perché le ruba la scena e tutti insieme a svillaneggiare la ipotetica intesa del centro-sinistra.

La sinistra a sua volta è davvero pirandelliana non solo per i sei personaggi che in verità sono più di sei,ma per le loro qualità, quella dei loro rapporti, del loro essere, del loro apparire che tutti conoscono  da destra a sinistra in una foto mobile di gruppo: Renzi, Calenda, Della vedova, Bonino, Di Maio, Tabacci, Brunetta, Gelmini, Carfagna, Maraio, Nencini, Borrelli, Fratoianni, De Petris, Bersani, Speranza e Conte con Di Battista e la Raggi. C’è uno schizofrenico ramo di pazzia nel riproporsi sulla scena politica, nel loro dire troppo spesso tutto ed il suo contrario, nei veti reciproci, nella ricerca di solidarietà, in una confusione generale che Letta come il capocomico di Pirandello, non riesce a contenere.

La politica con la campagna elettorale, i continui risultati dei sondaggi, le migrazioni dei protagonisti da un Partito all’altro, si è presa tumultuosamente la prima pagina della informazione, in questo caso senza morti come la guerra ed il Covid, ma con non poche vittime politiche !

E la guerra, la sporca guerra in Ucraina ? C’è ancora ? Molte testate giornalistiche hanno ritirato i propri corrispondenti: all’inizio sembrava che negli alberghi di Kiev non ci fossero quasi mai camere libere e che il numero dei giornalisti fosse superiore a quello dei militari impegnati nella difesa della città ! Con il piccolo particolare che la guerra ed il fronte erano lontani centinaia di Km. Adesso è cambiato il clima dell’informazione:  Mariupol è diventata un ricordo, le altre città rase al suolo una testimonianza, le vittime civili e militari delle due parti una necessità bellica,Odessa e la Crimea un problema alimentare con il grano destinato al mercato mondiale stipato nei silos sul mar Nero. Ma attraverso il silenzio, con i lanci di agenzia  si sono registrate due notizie contemporanee : la prima che il Presidente Zelensky  ha disposto l’evacuazione degli Ucraini da Donesk, ufficialmente per evitare il massacro dei civili, ma più probabilmente perché ha deciso di abbandonare la difesa sanguinosa de Donbass, la seconda notizia è che i Russi hanno consentito di salpare ad una prima nave carica di grano. Il grano si paga e l’incasso dovrebbe finire nelle tasche di chi lo produce. Non si può pensare che tutto ciò sia pura coincidenza. E’ probabile invece che la mediazione turca abbia raggiunto il suo effetto aprendo un serio spiraglio ad un accordo di pace. Ma su questa guerra e su questa pace  sembra essere scemato l’interesse, sostituito dai venti di guerra che soffiano nei Balcani e nel Mar della Cina. E dei morti, dei feriti, dei dispersi di questa sporca guerra nel Continente Europeo,la prima dopo più di 70 anni di vera pace ,si sta perdendo il conto e la memoria.

Del Covid infine solo poche tracce nelle pagine interne dei giornali con il giornaliero bollettino dell’ISS i cui numeri non fanno più notizia né paura e non sembrano meritevoli di commento. Peraltro sulla pandemia nel nostro Paese si inseguono versioni discordanti e qualche notizia falsa. E’ stata per due anni una grande avventura collettiva, drammatica ma gloriosa.  La Scienza ha regolato i conti con il virus, l’organizzazione sanitaria nazionale, con o senza generali, ha fatto uno straordinario sforzo vincente. Per due anni abbiamo avuto un andamento ciclico, stagionale della pandemia , l’assalto virale sembrava favorito dal freddo invernale e contrastato efficacemente dal caldo estivo. Nelle estati del 2020  e del 2021 a Roma si era scesi sotto i 30 nuovi casi al giorno, nel primo anno grazie al lockdown, nel secondo anno grazie ai vaccini. Così avvicinandosi la terza estate sembrava logico pensare che il ciclo favorevole si ripetesse, perciò è stata di fatto abbassata la guardia concluso lo stato di emergenza, sciolto il Comitato tecnico-scientifico , confinate le mascherine solo ad alcuni ambienti chiusi, riaperte le frontiere, riprese finanche le crociere in piena libertà. Ma qui è caduto l’asino: il virus ha cambiato pelle, è diventato Omicron ed è ripartito alla carica. In questa calda estate Roma conta più di mille nuovi casi al giorno, casi dichiarati :il nero in Italia c’è anche in virologia! La vita nelle città non solo a Roma, sta facendo un passo indietro, molte famiglie sono assediate in casa con vacanze disdette ed impegni lavorativi traballanti. Il governo ha cercato di correre ai ripari proponendo anche in misura ultimativa la quarta dose vaccinale dei vecchi vaccini, della quale i magazzini erano pieni.  Ma la risposta della popolazione è stata scarsa perché l’italiano medio ha avuto un legittimo dubbio sulla sua efficacia. La stampa tace, i virologi sono scomparsi dagli schermi televisivi, spodestati prima dai Generali guerrafondai e dagli ambasciatori sussiegosi e politicanti, e infine dalle prime donne della politica all’assalto della massima visibilità nel gran ballo mediatico della inattesa ed anticipata campagna elettorale.

E la scienza che fine ha fatto? Si lecca le ferite e si asciuga le lacrime per essersi fatta tirare per la giacchetta dalla politica e dagli interessi commerciali del Covid. Era riuscita a produrre il vaccino in milioni e milioni di dosi a tempo di record , imbroccando le scelte anche senza adeguato controllo, poi si è seduta sugli allori. La proteina spike, arma di penetrazione del virus nelle cellule umane dove ha luogo la s  moltiplicazione virale, ha subito nel frattempo più di trenta variazioni diventando così capace di superare le difese vaccinali sulle superfici cellulari e buon per tutti che anche il virus ha subito variazioni importanti acquisendo maggiore capacità di diffusione, ma più bassa patogenicità.

La vox populi dice che questo attuale Covid da Omicron è una modesta influenza non contenibile con la quarta dose ancora dedicata alla battaglia contro il prototipo originale del virus di Wuhan. Forse tra qualche mese ci sarà l’apposito vaccino anti Omicron ed allora parlare di quarta dose sarà più sensato, sperando che la Scienza di nuovo vincente non si sieda nuovamente sugli allori.

In fondo farà piacere a tutti se l’informazione si dimenticherà  presto del Covid ed anche della sporca guerra ,sempre che questi drammatici eventi siano definitivamente superati e non perché  il balletto della politica sia diventato un prevalente ed ossessivo Can-can elettorale.