di LILLO DI MAURO

Recensione di Giampaolo Sodano

Era molto tempo che non mi capitava di sfogliare un libro di poesie (Lillo Di Mauto,“Briciole da terra” tracce, 2015): «Quando scrivo poesia mi sento simile alle stelle, scrivo poesia per salvarmi dalla mia dannazione, dal mio destino» così si descrive Lillo di Mauro, poeta.

In “Briciole da terra” il ricordo, sempre vivo, di un’infanzia turbata si lega alla malinconia e allo stupore per un presente che si dimostra sempre segnato dal rimpianto: il tema della giovinezza, dell’amore vissuto nelle periferie. Nei suoi versi torna alla mente la poesia di Rilke e Wilde, ma soprattutto Pasolini che trasporta il lettore in una dimensione onirica.

«All’età di 17-18 anni incontravo Pasolini alla stazione Termini mentre era alla ricerca di ragazzi così come stavo io. A quell’età e anche prima conobbi le sue opere letterarie, le sue poesie, i suoi film e ne rimasi folgorato. Negli anni successivi approfondire la sua opera, conoscere il suo percorso artistico e umano mi ha fornito una quantità enorme di spunti tipologici e formali che ho nella mia vita artistica reinterpretato. In modo particolare la sua poesia”.

Il poeta ha un forte senso del peccato e della redenzione, un forte senso della liberazione dal senso di colpa. In lui si legge il profondo tormento, la lacerazione che gli procura la consapevolezza della diversità.  

Nel reading Dove acqua di Tevere s’insala (titolo tratto dal II canto del Purgatorio di Dante che si svolge alla foce del Tevere, stesso luogo dove fu trovato morto Pasolini, dove l’angelo raccoglie le anime per trasportarle in Paradiso) emerge la difficoltà di scindere l’esperienza di vita di Pasolini dalla sua, la interconnessione tra le loro esistenze. “Pasolini è l’io narrante, racconta la sua vita (brani tratti da scritti, articoli e interviste da lui rilasciate); io interpreto lui, i suoi/miei sentimenti, la sua/mia poesia di vita, le sue/mie emozioni fino a quelle terribili della morte violenta a cui fu sottoposto”.
Il reading Di Mauro lo ha scritto in occasione della commemorazione della tragica morte di Pasolini all’Idroscalo di Ostia, e lo ha replicato a palazzo Giustiniani di Bassano Romano,  a Palazzo Farnese di Caprarola, al Caffè Voltaire di Roma, a Rebibbia Femminile, Regina Coeli. Di Mauro ha partecipato a spettacoli teatrali come Un sogno preso per la coda tratto da un testo di García Lorca e ha lavorato alla realizzazione di laboratori teatrali. Ha pubblicato: Nel silenzio… intrecciando pensieri (1981), Rispetto del tempo (1983), Malia del vento (1985), Come un soffio (1989), Gabbie (2007; presentata alla Feltrinelli International nell’ambito delle iniziative culturali per il Gay Pride) e Briciole da terra (2015).

Accanto al mondo poetico, segreto e privato, c’è il mondo reale nel quale Di Mauro lavora con grande impegno occupandosi della reclusione per la democratizzazione della pena e il recupero sociale e umano delle persone detenute curando e organizzando numerosi progetti per il reinserimento sociale di detenuti, minori a rischio, anziani e diversamente abili. E per questo ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il Premio la Formica D’Oro Forum Terzo settore Lazio; la Targa d’argento Comune di Roma per il decennale della Consulta Penitenziaria; l’Onorificenza Comune di Roma per aver ideato, organizzato, coordinato e realizzato il Piano Permanente Cittadino per il Carcere del Comune di Roma. E’ inoltre inserito tra i “Nuovi mille che hanno contribuito a ricostruire l’Italia” per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Ma nonostante i molteplici impegni il suo mondo poetico continua a raccontarci i suoi sentimenti come nella raccolta delle sue ultime poesie ora in libreria (“L’orizzonte rosato del tempo”, Baldini + Castoldi, 2021), presentata la Maxi di Roma con un grande consenso di pubblico e di critica. Il ricordo dell’amore negato che rappresenta la sua fanciullezza, le lacerazioni dell’infanzia che ci fanno sentire il dolore, la poesia come confessione, la poesia strumento di redenzione e insieme di nostalgia: la poesia per la forza che le appartiene si oppone al disfacimento della vita.

E’ questa la forza di Di Mauro, essere una persona vera che non nasconde la sua realtà privata e affronta la vita lavorando per gli altri a cui si dedica con grande passione. La passione che è anche la cifra della sua poesia.