di EUGENIO SANTORO

In molti dicevano: “Gualtieri Se ci sei batti un colpo”. In effetti nei primi sei mesi del suo mandato le tracce del sindaco si erano perse. Poi è apparsa la legge per Roma capitale, svolta importante, alla quale verosimilmente aveva lavorato ed infine il colpo c’è stato: il termovalorizzatore a Santa Palomba. Sarà questo il futuro della drammatica storia dell’AMA, ossia dei rifiuti solidi urbani a Roma? Appena insediato in realtà il sindaco aveva nominato Amministratore Unico all’AMA l’illustre avvocato Angelo Piazza, bolognese, accademico, già ministro della funzione pubblica nel governo D’Alema, ex parlamentare socialista, con il compito di predisporre la nuova governance della azienda, ma senza provvedere in maniera più efficace ai bisogni della città. Ora si è dimesso. A questi bisogni provvederà la nuova governance?

La storia ingloriosa della pulizia della città e dello smaltimento dei rifiuti è addirittura secolare. Per la lunga epoca del potere temporale dei Papi provvedeva alla bisogna la prefettura delle acque e delle strade: allora i rifiuti erano pochi ma la sporcizia nelle strade era tanta perlopiù veniva risolta dalla pioggia e per il resto faceva fronte la Cloaca massima, costruita nella Roma repubblicana. Dopo l’Unità d’Italia le cose sono cambiate perché mentre le strade mano a mano venivano lastricate o asfaltate i rifiuti sono andati aumentando con i ritmi della civiltà industriale impegnata a produrre Carta e Cartone, plastica in varia forma, vetri di tutti i tipi nonché i cosiddetti residui ingombranti come materassi, televisori, lavatrici,  ecc. abbandonati nelle strade dalla maleducazione dei proprietari, anziché essere portati alle apposite discariche. Inoltre forse il problema maggiore sono i residui alimentari dell’aumentato benessere e dell’incremento gigantesco della popolazione ormai arrivata a 3 milioni, più in frenabile turismo. Lo Stato unitario ha a lungo conferito il compito relativo ad imprenditori di grandi capacità manageriali e finanziarie come Federici, Tudini, Vaselli ecc. ma alla fine del ventesimo secolo ha deciso per la municipalizzazione e la creazione dell’azienda dell’ultimo decennio.

Fu vera Gloria? Oggi l’azienda ha un utile annuo di circa 30 milioni di euro e più di 7000 dipendenti, ma l’intera città è diventata un’immensa discarica a cielo aperto. La mega azienda ha una prestigiosa sede in un palazzo di vetro all’Eur, 56 di operative con autorimesse ed un’infinità di automezzi di ogni dimensione, 12 centri di raccolta per i rifiuti ingombranti, 5 aree attrezzate per le potature, ma un numero di impianti insufficienti per lo smaltimento dei rifiuti solidi alcuni dei quali chiusi come Colleferro o il Salario. Perciò la vera struttura ben funzionante è la piattaforma della stazione Ostiense da dove partono i treni con i rifiuti romani per il nord Italia e per l’estero con costi che si possono immaginare. A sei zeri ed oltre.

Ciò premesso Il sindaco ha battuto il colpo e ha promesso è programmato il termovalorizzatore a Santa Palomba, nel territorio comunale tra Roma e Pomezia, spiazzando tutti: il suo partito che anche in campagna elettorale aveva promesso altro, la Regione che da quasi 20 anni aveva il suo piano inattuato ed inattuabile passato con insignificanti modifiche attraverso tutte le giunte del ventunesimo secolo, le associazioni ambientalistiche che di fatto difendono l’immondizia, i comitati civici che come i gatti siamesi marcano e difendono il proprio territorio. Per non parlare degli attuali alleati di governo locale ossia il Movimento 5 Stelle schierati come sempre sul no a tutto. Ma il governo nazionale è con Gualtieri, gli ha per decreto conferito poteri commissariali per scegliere ed attuare i progetti necessari compreso il termovalorizzatore sollevando la Regione dalle proprie inutilizzate competenze.

Il progetto comprende un termovalorizzatore da 600.000 tonnellate/anno per il trattamento dei rifiuti con associata una discarica da 60.000 tonnellate, grande come quello di Acerra e capace dello stesso lavoro di quello di Brescia che brucia tutto producendo energia elettrica. Costo 700 milioni di euro.

Troppo bello per essere vero! Oggi i rifiuti restano nei cassonetti stracolmi e ingombrano e deturpano le strade con sacchi e sacchetti di ogni tipo che vengono abbandonati tutto intorno senza protezione per la felicità dei gabbiani in cerca di cibo che rompono la plastica e spargono il contenuto all’esterno con relativo nauseabondo odore. Il sindaco-commissario ai rifiuti dovrà ripulire definitivamente la città in vista del Giubileo del 2025. Per questo ha avuto poteri e danaro.

 Daniela Valentini ha fatto politica a Roma per molti decenni impegnandosi tenacemente nei problemi dell’ambiente. E’ stata consigliere comunale, consigliere regionale ed assessore ed infine senatrice. E’ stata anche presidente dell’AMA: di quegli anni a lottare per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti ha un ricordo sofferto. Ricorda con affanno il varo del piano regionale rifiuti della giunta Polverini nel 2012, dieci anni fa. In quella occasione dichiarò in aula e alla stampa che “il piano non aveva prospettive realistiche perché era basato sulla riduzione della produzione dei rifiuti urbani e sull’aumento improbabile della raccolta differenziata…. mentre L’unica cosa certa era la discarica di Malagrotta già fuori legge e l’apertura di nuove discariche in provincia con la necessità di importanti investimenti non disponibili”. Dieci anni dopo, malgrado il cambio di giunte, il piano sostanzialmente invariato è rimasto nei cassetti degli uffici regionali competenti.

 Ora il sindaco-commissario ha la grande occasione per ribaltare il tavolo. Si costruirà il termovalorizzatore per il Giubileo passerà alla storia…. se non lo costruirà…. anche!