Ho  tra le mani l’ultimo romanzo dell’Ambasciatrice Elena Basile, il cui  bellissimo e coinvolgente  titolo  “In famiglia” (La Nave di Teseo Editore, pp. 432, 2022) mi ha  riportato a una serie di scrittrici italiane di chiara fama, vale a dire Anna Banti tra storia e psicologia, Gianna Manzini e le sue atmosfere interiori,  Anna Maria Ortese con i suoi mondi fiabeschi del realismo magico e le rappresentanze della realtà popolare, ed anche la grande Elsa Morante de La Storia, e perfino la Grazia Deledda   con i mondi affettuosi  e realistici e le radici  della sua terra de La Madre, di Elias Portolu e  Canne al vento. Finalmente una scrittrice italiana che ridà voce alla narrativa, che riporta la narrativa italiana sull’altare della gloria.” Ha scritto un critico letterario a proposito di questo romanzo e del suo autore.

La nave di Teseo ha pubblicato In famiglia, il nuovo romanzo di Elena Basile, successivo a Una vita altrove (Newton Compton, 2014), finalista al Premio Roma, e alla raccolta di racconti Miraggi (Castelvecchi, 2018). L’autrice, nata a Napoli, vissuta in Africa, Canada, Portogallo, Ungheria, Svezia, nonché ambasciatrice d’Italia in Svezia (dal 2013 al 2017) e in Belgio (dal 2017 al 2021).

La storia è quella di una famiglia, ma l’autrice non la racconta, lascia questo compito agli stessi membri della famiglia, ciascuno racconta se stesso nei rapporti con il resto della famiglia. È un mosaico: attraverso il racconto di ogni personaggio si può ricostruire la storia della famiglia. Non si può non osservare che l’autrice è clemente nei confronti dei personaggi femminili e critica verso i personaggi maschili, tanto che molti critici hanno osservato che il romanzo della Basile è pervaso da una “ideologia” femminista. 

La verità è che la narrazione della Basile è pervasa da un sentimento di tenerezza. L’autrice ama i suoi personaggi e ne descrive le relazioni cogliendo le diverse personalità che seppure molto diverse, forse antagoniste, non sono mai in conflitto. La protagonista del romanzo, conversando con la luna durante le sue passeggiate serali, si domanda come sia potuto accadere: si è unita a Mario, suo marito, ma non lo amava, si è sposata senza amore. La loro relazione, lungo tutto il percorso della vita, è stata all’insegna di una ricerca d’amore della protagonista. 

Ogni personaggio cerca nel proprio passato le ragioni della propria identità. 

La storia che la Basile ci racconta ha come sfondo la città Napoli e in particolare un suo famoso quartiere, il Vomero. Tuttavia l’autrice non attribuisce una grande importanza al luogo, in definitiva è un romanzo senza tempo e senza spazio. Indaga i rapporti inestinguibili, gli affetti esistenti tra genitori e figli ma anche le ombre, la competizione, le gelosie che oppongono marito e moglie, fratello e sorella. Per cui lo scenario importante è piuttosto quello delle tranquille riunioni familiari borghesi. In una intervista ha detto: “Come aveva intuito Pirandello, la realtà infatti è intraducibile in un’unica storia ed è forse l’incrocio delle visioni personali che si sviluppano in accordo alla nostra psicologia, a stati d’animo elaborati nell’infanzia.”

Giampaolo Sodano