di GIORGIO FABRETTI

La Storia della Civiltà ha fatto il giro del mondo in 80.000 anni, e dall’Africa Romana è tornata all’Africa Romana, capitale della nuova Euramerasiafrica.

Vediamone il tragitto. La preistoria è africana, perché la prima e ultima sfida della specie Sapiens è stata contro le malattie batteriche dell’ambiente ostile, una volta sceso dagli alberi della giungla pluviale ed atterrato nella savana del Serengeti.

La sola possibile “Cultura” contro la “Natura”, poteva essere migrare verso i climi secchi aridi temperati e fluviali tra il Tigri e l’Eufrate, più o meno tra Gerico e le rive del Mediterraneo, dove si è consolidata con la scrittura la prima “Civiltà” storica; le cui prime periferie morali sono state Babilonia, Alessandria, Atene, Gerusalemme, fino alla capitale, la Prima Roma: seme della Globalità con la sua Civiltà Planetaria, al centro di tutti i Continenti del Pianeta Terra, comprensiva di Sud e Nord, Occidente e Oriente.

Di conseguenza la Seconda Roma è stata Costantinopoli, di cultura greco-romana-cristiana, ma matrice di quella islamica asiatica, che si è estesa con la Turchia e l’Indonesia fino al Pacifico, dove era già arrivata la preistoria africana sfociata nella Prima Roma.

L’Islam tutto porta l’espansione romana fino nel profondo dell’Africa e dell’India, dove le propaggini indoeuropee della civiltà che confluirà nella Prima Roma mediterranea, avevano già prodotto la matrice induista, che si espanse con il Buddismo a Oriente fino alla Cina e al Giappone; procedendo in parallelo eurasiatico ‘più settentrionale’ (la cosiddetta Via della Seta) rispetto al binario eurasiatico ‘più meridionale’ indoislamico, sui quali entrambi la Seconda Roma si diffonde a tutto il Pacifico.

La Terza Roma è Mosca, con alfabeto cirillico e culture slave, ovvero il nord eurasiatico che si congiunge con le Americhe a partire dalla Seconda Roma; e ripercorre culture siberiane e amerinde che arrivarono fino in Patagonia, mescolando le matrici della Terza e Seconda Roma con le appendici provinciali occidentali della Prima Roma che furono Parigi di Gallia, Madrid d’Ispania e America Latina, Londra dell’Impero di Britannia, New York dell’America Moderna, Washington della Nuova Prima Roma, ed infine Hawaii e Australia,.

Con Australia e Austronesia si verifica la congiunzione planetaria dell’estensione civile della Prima Roma già estesa sui 4 punti cardinali, della Seconda Roma protesa tra Asia centrale e Asiafrica meridionale, e Terza Roma protesa in Eurasiamerica, che chiude il cerchio con l’Euramerasiafrica, di ritorno con l’Australia punto di saldatura tra Estremo Oriente della Seconda e Terza Roma, con l’Estremo Occidente della Prima Roma, espansasi così fino a completare l’anello planetario

Perciò la Quarta Roma prossima ventura del percorso euramerasiafricano, va a coincidere, per geointerculturalità globale, con la Prima Roma: perciò capitale storica dell’Euramerasiafrica Planetaria. È un Giro del Mondo in 80.000 anni, di tipo post-darwiniano, che segue le istruzioni adattive di un DNA Sapiens, che civilizza involutivamente l’intero Pianeta, per sfuggire a batteri e parassiti, diventando a sua volta il parassita più infestante della Terra, nell’attuale Antropocene.

Dalla sopravvivenza all’Antropocene estintivo, l’antropologo Giorgio Fabretti ripropone ‘Caput Mundi’, qui in meno di 500 parole. Il delirio dell’ignorante criminale Mussolini, trova così una opposta interpretazione della Roma “Centro del Mondo”, che rifugge da qualsivoglia imperialismo, per sostituirvi una cultura naturalistica, pacifica nella misura in cui segue la fisiologia planetaria.

La “prova del nove” della formula algebrica sopra sintetizzata, è verificabile nella “aurea mediocritas romana” (la preziosa medietà romana), quale punto mediano di tutti i pregi e difetti adattivi delle varie culture comparse sul Pianeta, ovvero nel principio logico espresso dal motto latino “in medio stat virtus” (il valore sta nella medietà) che la conferma.

L’eccellenza globale di Roma non è dunque in nessuna qualità particolare, ma piuttosto in un equilibrio di sostenibilità tra i più vari difetti e pregi umani. È proprio la “compatibilità” con tanta diversità, che rende l’altrimenti mediocre cultura romana, un’eccellenza di comunità globale, in quanto “minimo comun denominatore” di umanità.

È un concetto statistico nella Storia, e per questo un’algebra stocastica dell’andamento involutivo del Sapiens, ovvero del suo destino nella Storia Naturale del Pianeta Terra. Di tale percorso, anticipato nei molti libri sacri o di antica saggezza, si deve tenere conto nei Musei di Storia Naturale, di Scienza, di Antropocene, perché è quello che può spiegare le sequenze di Storia e Civiltà.

Volendo corredare il ragionamento sopra esposto sulla Quarta Roma, dobbiamo qui fare un excursus etimologico sui termini di Prima, Seconda, Terza e Quarta Roma, al fine di evitare equivoci e sovrapposizioni di significati ambigui in quanto non chiariti oppure abusati in modi diversi.

Il nome di Mosca come “Terza Roma” si affermò nella Russia zarista. Dopo pochi anni dalla conquista di Costantinopoli “Seconda Roma” da parte di Maometto II (sovrano dell’Impero Ottomano) il 29 maggio 1453, si cercò di compensare la presunta perdita con Mosca Terza Roma.

L’idea si sviluppò durante il regno di Ivan III di Russia detto Ivan il Grande, Gran Duca di Mosca, che sposò Sofia Paleologa. Sofia era nipote di Costantino XI, l’ultimo Imperatore di Costantinopoli e Ivan reclamò così l’eredità storica, religiosa e imperiale della città che si definiva Seconda Roma sin dalla fondazione voluta dall’imperatore Costantino. 

Ivan IV, nipote di Ivan III, proclamò durante la sua incoronazione a Zar di tutta la Russia:”Due Rome sono cadute ma non Mosca! E non vi sarà una quarta Roma!”. Essendo un epigono barbaro di Roma, non poteva sapere che la sua Terza Roma era solo una premessa espansiva della Prima Roma, che l’avrebbe riconfigurata come Quarta Roma proprio nel sito della Prima Roma; e ciò anche grazie alla autoriduzione funzionale a tal fine dei vari zar fino a Putin; il quale sta infatti dissolvendo la sua Terza Roma russa verso una Quarta Roma Planetaria, che sta ritornando nel luogo geopolitico “Caput Mundi” della Prima Roma.

Quella idea di Terza Roma è rimasta nel tempo fino a Putin, avallata dalla presenza nella capitale russa di patriarchi della religione ortodossa. Ed a questa ragione possiamo rimandare l’ostilità storica e le tante guerre tra russi e turchi, aggravate anche da ragioni d’influenza geopolitica nell’Eurasia.

Con la decadenza in corso degli Imperi Ottonovecenteschi di Russia e Cina, declinanti a causa delle distopie marxiste, si ripete quello che fu il declino greco rispetto alla Prima Roma, ed il declino Bizantino rispetto alla conquista islamica ottomana. Russia e Cina, per voler imitare e superare il loro modello occidentale di Prima Roma, in pratica – fallendo negli eccessi delle scorciatoie imperiali autocratiche contronatura – riconducono le involuzioni della Seconda e Terza Roma alla Prima Roma consolidatasi in Occidente; e quindi alla Quarta Roma, che ne è la conferma planetaria come “Nova Antiqua Caput Mundi”.

Nel secolo scorso, queste analisi erano denominate “filosofia della storia”, perché ancora non si erano affermati i modelli matematici della Storia basati sui progressi di informatica e genetica, che sono invece stati indispensabili a chi scrive, per produrre la presente analisi scientifica di scenario geopolitico in un divenire prevedibile e perciò credibile. Infatti si deve sempre tenere presente che nella Scienza Politica, la Storia con i suoi eventi, è il laboratorio che conferma tutte le interpretazioni e leggi, attraverso la prova incontrovertibile delle previsioni che di avverano.

Pertanto la presente analisi non è né una opinione, né una ipotesi, né tantomeno un’utopia. È invece una previsione che si avvera, per la incontrovertibile realtà fattuale e sequenziale già avvenuta; e che viene proiettata nel futuro prossimo venturo, attraverso un modello stocastico frattale pedissequo, la cui estensione automatica consente di prevedere fatti storici, il cui realizzarsi è prova scientifica della correttezza del modello elaborato in base alla analisi logica delle sequenze di eventi effettivamente avvenuti e collegati in precedenza.

È così che si fanno oggi Scienza Storica e Politica: approfondendo la vaga traccia naturalistica di Darwin, con la matematica algebrico-stocastica applicata alla informatica e genetica. Se la tali complementi scientifici novecenteschi, a ben poco servirebbero i vaghi metodi delle passate filosofie della storia.

Tali metodi infatti, nel secolo scorso hanno prodotto piuttosto vaneggiamenti e crimini contro l’umanità; proprio per il loro carattere di ‘wishful thinking’ velleitario, conclusosi in tragiche genocide “self-fulfilling prophecies” (profezie autoavverantesi); ovvero previsioni tragicamente sbagliate, che hanno prodotto l’opposto di ciò che in malafede predicavano: come ad esempio hanno fatto e continuano a fare sia fascismi che comunismi.

Delle antiche profezie su Roma, è invece più valida e globale quella del saggio Veda, nel Tardo Antico e verso l’Alto Medioevo, il quale affermava:

«Finché esisterà il Colosseo, esisterà anche Roma;
quando cadrà il Colosseo, cadrà anche Roma;
quando cadrà Roma, cadrà anche il mondo»
(Profezia di Beda il VenerabileVIII secolo)

Il nome “Colosseo” si diffuse solo nel Medioevo, e deriva dalla deformazione popolare dell’aggettivo latino “colosseum” (traducibile in “colossale”, come appariva nell’Alto Medioevo tra le casette a uno o due piani)[3]

[3] da Giorgio Fabretti e Piero Meogrossi 2009 “Il Cronosseo”.

(Citazione da Wikipedia, voce “Colosseo”.)

Come abbiamo sin qui sintetizzato per non annoiare e farci capire, la Quarta Roma che seguirà a questa “Guerra mondiale a pezzi” di cui ha parlato il Papa Francesco e chi scrive qui, nel suo libro del 2020 (“Chi vincerà la Guerra Mondiale a pezzi. Il ruolo culturale dell’Europa”. Edizioni Progetto Cultura.) sarà un’esigenza di pace come quelle seguite alla Prima e Seconda Guerra Mondiale, di cui questa Terza appare una continuazione, che dovrà portare ad un avanzamento delle Nazioni Unite verso un Federalismo Mondiale per almeno il governo delle risorse ambientali e dei diritti umani, con un governo effettivo, la cui sede storica e geografica non può che essere nel cuore e nella matrice culturale d’Europa, che è Roma.

L’Europa è stata all’origine di tutte le Guerre Mondiali come conseguenza di una Civiltà Moderna Artificiale Contronatura che però tutta la specie umana ha voluto, la ha adottata e ne è stata complice a causa dei propri vizi genetici.

È dunque da dove è partito l’errore in cui tutto il Pianeta è caduto, che deve ripartire l’autocritica correttiva, che riporti la civiltà al punto di reset in cui ha iniziato a rapidamente degenerare in Antropocene collassante, ovvero il gennaio dell’anno 1700 in cui moriva Raffaele Fabretti dopo avere ceduto il testimone del progresso all’industrialismo mercantile e massonico britannico, su ordine, istruzioni e resa definitiva di un Papa Alessandro VIII Ottoboni, che rappresentava Venezia e Roma.

Con Papa Ottoboni e Fabretti, Principe della Romana Antichità, la vecchia Europa si arrendeva con la sua Arcadia neoantica, ad un travolgente Neo-druidismo britannico, presagio di una crescita senza limiti; di cui si è presa coscienza proprio nelle stanze del Fabretti e sotto il suo ritratto ai Lincei di Roma. Lì dove Aurelio Peccei, un collega di Marsilio Fabretti, entrambi dirigenti industriali, iniziavano un percorso a ritroso di critica della “crescita illimitata”: avviata dai Britannici a inizio 1700, ed approdata appunto nella fondazione nel 1968 del Club di Roma. Esso ha avviato un’autocritica europea e mondiale di un progresso industriale ai limiti della non sostenibilità antropocenica. Con Napoleone sconfitto era già chiaro il declino di un progresso velleitario nella Restaurazione del 1815. (Qui 1815 parole di Giorgio Fabretti alla cena con tre russe ucraine di Kharkiv, Massimo Miccio, Gaia Franchetti e altri, a via Raffaele Battistini 15 in Roma.)