di TIZIANA BUCCICO

La saggezza arriva prima o poi, a volte va a volte ritorna prepotente e ti travolge, perché alla saggezza ti devi abituare e poi inizi a non farne più a meno, perché tutto appare più uniforme e il cielo sereno è una costante, ma troppa saggezza fa male, o forse toglie il gusto di alcune sfide della vita. Ho deciso che un po’ di saggezza potrebbe farci vivere meglio e soprattutto in maniera più lucida e più umana. E come scrisse il mitico Oscar Wilde sulla saggezza: “Ci sono persone che sanno tutto, e purtroppo è tutto quello che sanno.”

Ispirarsi alla saggezza dissacrante di Wilde è un’ambizione che mi accompagna da giovane e mi fa guardare il mondo con grande curiosità e umanità. E così, più saggia, nasce la mia ammirazione e passione per due personaggi, due persone, una famiglia che non avrei mai immaginato di ammirare e seguire, fuori dagli schemi da un pensiero che omologa e appiattisce.

Io sì, proprio io che non amo lo show fine a sé stesso, ho scoperto i Ferragnez ed ho capito che sono più veri di molti altri finti buoni e poveri. La mia volete definirla una conversione? Forse è proprio così, mi è piaciuto il loro mettersi a nudo, le loro confessioni, la loro esposizione h24, certo, li pagano e anche molto, certo è il loro lavoro, ma che lavoro è quello di raccontare tutto davanti alle telecamere, non può essere solo un “business”. Lentamente ho iniziato a seguire i loro video, i post, le dichiarazioni. Ho visto Federico/Fedez in crisi, debole, fragile, in lacrime, non me lo aspettavo e non mi aspettavo una sincerità per certi versi persino violenta e cruda. Ci ho messo tempo a metabolizzare i miei pensieri e il cambio di opinione, ho lavorato su tutte le mie certezze su un certo tipo di spettacolo e di esposizione attraverso i social. Ho distrutto il castello di pregiudizi e di mie convinzioni borghesi e perbeniste, di preconcetti e critiche gratuite per cercare tra le macerie pietre nuove per costruire un’idea diversa, per smettere di dire senza neanche ascoltare: “non mi piacciono, è tutto falso e recitato”.

 Io che ho baciato e abbracciato mio padre mille volte per avermi comprato il Commodore 64, io che ho avuto il primo walkman Sony comprato da Ricordi a Via Montenapoleone in una trasferta con i miei genitori, io che per tutto quello che è tecnologia impazzisco da sempre, che contro tutto e tutti ho comprato il Game Boy a mio figlio quando non sapeva né leggere e né scrivere. Ma anche io che critico certi esibizionismi senza clemenza e con parole dure e adesso scopro ingiustificate. Mi sono piaciuti i due Re Mida italiani, e devo dire che nutro un amore infinito per il primogenito della coppia milionaria, Leone sopranominato Lello dal padre, un cherubino con i colori della mamma e il viso del padre, un bambino sovraesposto ma di una simpatia unica, affettuoso, intelligente, arguto e sincero come solo i bambini sanno esserlo, quelli che mentre li mangi di baci ti colpiscono al fianco con le sentenze e verità tipiche dell’ingenuità. Ho iniziato seguendo i video su Instagram, TikTok e tutto quello che si può vedere su uno smartphone.

Poi, una sera ho deciso vedo i Ferragnez, tutti increduli in famiglia, tutti sconvolti da questo mio cambio di pensiero, una serie che racconta i due fenomeni mediatici su Amazon, ho chiesto la complicità di mia figlia quindicenne e ci siamo immersi nella vita di due giovani che incarnano perfettamente il genio e l’intraprendenza, la determinazione di una generazione che non aspetta la manna dal cielo ma si inventa di tutto e vince la sfida. E così ho, di puntata in puntata, conosciuto una coppia e soprattutto una famiglia e in particolare Federico. Per anni ho criticato con proclami i suoi tatuaggi che continuo a non apprezzare, lo smalto sulle unghie ed ho, in passato, criticato pesantemente il suo genere musicale , le sue canzoni senza melodia e la sua immagine ovunque…poi  è arrivata Chiara Ferragni, dal nulla scopro che fattura più di un’industria, che parla un inglese fantastico, che ogni cosa che tocca si trasforma in oro e soprattutto ama Federico, scopro anche che ama la famiglia, ed è una brava mamma. Insomma, lo ammetto capisco che loro sono il futuro, una splendida e vivace macchina da guerra che produce ma che ha un’umanità, sanno ridere di loro stessi, sanno raccontarsi anche quando tutto va male, si mettono in discussione e soprattutto si amano e amano i loro figli incondizionatamente. Ci piace dire non ci sono più i valori di una volta, ai tempi nostri e tanti bla bla bla.. Federico e Chiara hanno dei valori, ed essere ricchi non può e non deve essere una colpa soprattutto se l’agio si raggiunge con lavoro, creatività , operosità e rischio, e di quest’ultimo i due fenomeni ne sono davvero consapevoli, tanta gloria e tanta invidia, tanta fama e tanto il rischio di cadere dalla torre.

Sono ragazzi normali, non hanno famiglie importanti alle spalle, ma meritano ciò che hanno perché sono intelligenti, perché non si fermano a godersi gli allori e si mettono in discussione. Sono autoironici e ipercritici anche come coppia e come genitori, lo fanno davanti ad una telecamera in pigiama o pronti per andare al Gala del MET.

Guadagnano e mica poco ma fanno beneficenza e tanta, guadagnano ma trascorrono tutto il loro tempo libero con i due figli giocando e scherzando, riempendoli di baci e di attenzioni. Si certo vivono in una casa bellissima, con collaboratori e tanto agio…certo e perché non dovrebbero? Guadagnano, lavorano, sbagliano e continuano a ideare nuove cose, certo non sono alla catena di montaggio e non si svegliano all’alba nell’incertezza, ma il mondo va così da sempre. Mi sono appassionata, ho capito che sbagliavo a giudicarli, che sono stata superficiale e con i paraocchi, e che oggi vorrei stringergli la mano e dirgli bravi e soprattutto vorrei dirgli che grazie alla loro ho cambiato idea con piacere e non è cosa che faccio spesso.

Da poco hanno affrontato la terribile malattia di Fedez, hanno avuto paura e tremato, hanno provato il brivido che tutto può sgretolarsi, ma loro si sono baciati ed abbracciati, hanno raccontato un dolore e l’angoscia di un brutto e raro male, l’umanità che serve a far capire che i soldi, la notorietà non sono nulla senza la salute. Federico ha pianto ed ha condiviso con i suoi follower istanti in cui il suo mondo sdorato poteva farsi in mille pezzi.

La loro piccola Vittoria è una bambola un po’ scugnizza e un po’ principessa, come la definisce il padre “una monella” che per dispetto dice solo mamma e mai papà. L’impressione è che sia una famiglia che si ama e che ci crede e allora è questo il messaggio. Sbagliano, piangono e ridono di gusto, vivono la loro agiata vita raccontando anche le debolezze, in bagno, in cucina, mentre dormono e con i capelli arruffati del risveglio. Vivono sulle montagne russe e sanno saggiamente che tutto può finire e che la notorietà è qualcosa che necessita di equilibrio e prudenza. Sono una coppia, sono esseri umani con difetti e pregi, hanno infinite paure come tutti e provano a superarle e credo che sia un bel messaggio.

In un paese ben governato, la povertà è qualcosa di cui vergognarsi. In un paese governato male, la ricchezza è qualcosa di cui vergognarsi.
(Confucio)