L’Accademia delle 5T bandisce il concorso:

LA SCUOLA ALBERGHIERA E IL SUO TERRITORIO

La fiducia da parte di ristoratori e produttori nei confronti dei giovani che escono dagli istituti alberghieri è sempre stata, con poche eccezioni, molto scarsa e negli ultimi lustri è scesa ai minimi storici. La colpa “storica” principale è della dissennata politica che ha sempre impedito alle scuole, al contrario di quanto avviene all’estero, di condurre ristoranti e alberghi in cui far fare un’effettiva esperienza concreta agli studenti, ma dagli anni Novanta in poi la situazione si è aggravata per la forte diminuzione di fondi alle scuole stesse e l’impoverimento dei laboratori sia nei tempi di impegno sia nella qualità delle materie prime con una scarsissima attenzione ai prodotti tipici e alla tradizione locale. In alcune scuole dirigenti e docenti di particolare sensibilità hanno cercato di ovviare al problema cercando un legame costruttivo con i ristoratori, non solo utilitaristico da parte di questi ultimi, e talvolta con produttori territoriali. Ma si tratta di eccezioni anche perché la burocrazia scoraggia a prendere iniziative di questo tipo. 

In tempi recentissimi il problema si è fortemente aggravato perché gli operatori del settore si trovano in forte difficoltà, pur se per motivi molto diversi sul cui merito non è il caso di entrare in questa sede, a reperire personale adeguato e la scuola non li supporta per risolvere la negativa contingenza. 

Al contrario, pur se ancora troppo pochi lo capiscono o hanno messo bene a fuoco il problema, la scuola potrebbe essere una soluzione per la crescita del settore e la soluzione del problema del personale se solo ci fossero maggiori sinergie territoriali, ovvero se gli operatori capissero che sostenerla non costa niente ed è di fatto la meno costosa delle promozioni. 

L’Accademia delle 5T bandisce pertanto un concorso che incentivi il più semplice dei rapporti tra gli artigiani agroalimentari e gli agricoltori con le scuole alberghiere del loro territorio: se gli operatori agroalimentari collaborassero con le scuole fornendo i loro prodotti tipici a prezzo di costo, queste ultime potrebbero insegnare agli allievi una cucina più sana, più buona e più tradizionale, tantopiù che anche uno chef creativo e ambizioso non otterrà mai buoni risultati in una ipotetica innovazione se non conosce le basi che nascono dalla tradizione. Inoltre se i produttori, insieme ai ristoratori, collaborassero con incontri nelle scuole e stages più consapevoli e formativi otterrebbero giovani più recettivi e promettenti. E i produttori farebbero di fatto un’operazione di marketing, raggiungendo direttamente i clienti del futuro, intelligente e che non costa nulla. 

E’ così ovvio, eppure avviene in poche scuole per merito esclusivo di singole persone – docenti, dirigenti, artigiani, ristoratori – con la “testa dura” ovvero che non si fanno scoraggiare da idioti ma superabili ostacoli burocratici. 

L’Accademia delle 5T dopo anni di esperienze con le scuole stesse sa benissimo quali sono quelle “virtuose” che accoglieranno con entusiasmo lo stimolo di questo concorso ma spera di avere liete sorprese scoprendone altre. E spera soprattutto che un buon impatto mediatico ne stimoli sempre di più, per emulazione, a imitare chi emergerà nel concorso stesso.