di EUGENIO SANTORO

Notizie dal fronte. Qualche settimana fa avevo parlato con Alina mezz’ora con whatsapp. Lei era ed  è ancora a Ivano Frankivsk città di quasi 300.000 abitanti a 250 km a sud di Leopoli, Ucraina occidentale, vicina alla  frontiera con l’Ungheria dove la guerra ancora non è arrivata seppure l’aeroporto sia stato bombardato tre volte . Io sono a Roma : le notizie della guerra le ascolto dagli inviati in Ucraina dei nostri telegiornali per lo più non dal fronte ma dagli alberghi di Kiev, di Odessa, di Donesk i quali ripetono quello che dice la Roiter , la BBC, France presse ed anche il New York Times.

Alina non ha ancora sessant’anni, aveva insegnato russo nelle scuole, ma poi il Governo ha abolito il suo insegnamento e lei è venuta a lavorare in Italia per molti anni e così l’ho conosciuta. Parla perfettamente l’italiano e odia i russi. Ora, tornata  nella sua città, lavora come commessa in un negozio di abbigliamento e guadagna 100 Euro al mese. Ha tre figli grandi due lavoravano a Kiev, ma il giorno dopo l’invasione russa sono tornati da lei e lavorano col computer in smart working. A Ivano Frankivsk la vita e’ ancora tranquilla e normale . Alina dice che il Governo chiede a tutti di non interrompere il lavoro perché la produzione oggi è vitale e lo sarà ancora di più nel futuro.

Alina è brava, intelligente e colta, il suo racconto dell’invasione e’ animato da forte spirito di patria: nessuna trattativa con i russi, Kiev è inespugnabile, l’esercito russo è numeroso ma debole e non è il secondo esercito del mondo, i rifornimenti sono scadenti e nel Donbass hanno ricevuto alimenti scaduti da tempo. Dice che i russi per invadere a sorpresa l’Ucraina sono passati dalla Bielorussia mentre erano attesi solo dal Donbas, conosce la lingua italiana anche per il turpiloquio e perciò ripete più volte che Putin è uno str..zo e lo è anche Lukascenko il dittatore bielorusso, ma sono ben protetti e le loro popolazioni credono alla propaganda di regime e sono con loro a larga maggioranza. Per il momento ! Secondo lei l’esercito ucraino è armato bene, è animato da forte spirito di patria e ben sostenuto dagli aiuti  degli Usa e della Ue.

A Odessa l’invasione da terra e da mare è stata respinta. In quella città la lingua parlata è il russo, ma gli abitanti sono ucraini veri e non vogliono saperne di cedere all’invasore. Le navi russe nel Mar nero pronte per lo sbarco sono affondate per lo scoppio delle stesse mine che loro avevano disseminato in quel mare e per i missili ucraini  sparati dalla difesa costiera.

Prima di chiudere la telefonata Alina mi ha ricordato una storia polverosa :  nel 1930 Stalin deportò in Siberia migliaia di contadini ucraini del Donbas e li sostituì con altrettanti contadini russi. Oggi di nuovo la deportazione degli ucraini dal Donbas in Russia è già iniziata e perciò l’arrivo di altrettanti russi a Donetsk dovrebbe essere imminente, ripetendo dopo quasi 100 anni la russificazione di quelle  terre  ora occupate.

Conclude Alina: questo è vero nazismo come lo fu nel 38-39 con l’ Anschluss dell’Austria, dei Sudeti, di Danzica…

Ho riparlato con Alina pochi giorni fa. E’ a letto con due vertebre rotte perche’ e’ caduta per le scale. Ha tempo e voglia per parlare. Se parla dei russi e della guerra dimentica il dolore della sua schiena, si accalora ed alza la voce. Putin è un delinquente spreca il denaro del suo popolo per distruggerci anzicche’ migliorare le miserevoli  condizioni di vita dei contadini dei suoi villaggi. Già trenta anni fa siamo stati derubati dai russi che dopo il crollo dell’URSS, hanno lasciato il nostro paese portandosi via intere fabbriche e i loro preziosi macchinari. Ci hanno ridotti senza lavoro e senza mezzi. Ora vogliono distruggere le nostre città, Kiev ha resistito. Loro puntavano inizialmente a conquistare la nostra Capitale, elininare il nostro Presidente ed insediare un Governo fantoccio ! Che voleva dire denazificazione ? I nazisti sono loro: prepotenza, crudeltà, violenza,distruzione e morte ! Hanno raso al suolo le nostre città ,ucciso la nostra gioventù,violentato le nostre donne, rubato il nostro grano…..

Finito il primo sfogo, con Alina il discorso diviene più calibrato. Un dialogo a distanza  tra me seduto davanti al mio computer nella calda estate romana e lei nel silenzio della sua casa in Ucraina rotto dalle sirene  degli allarmi aerei. Esaminiamo le fasi della guerra : io domando e registro, lei è un fiume di parole e di pensieri che condivido.

La prima fase dell’invasione. I pretesti sono futili:  la presunta persecuzione delle popolazioni russofone del Donbass da parte del Governo centrale ucraino,l’abolizione del bilinguismo nelle scuole, l’adesione dell’Ucraina alla Nato con la possibile installazione di missili americani al confine con la Russia, un Governo nazista (sic!) a Kiev presieduto da un ebreo!!!, eccetera, eccetera. In realtà Putin sfoga contro l’Ucraina la sua vocazione imperialista propria dei Governi del suo Paese dai tempi degli Zar e poi delle dittature comuniste dell’Urss.

L’invasione non è avvenuta attraverso la frontiera meridionale tra i due Paesi, ma dal Nord, verosimilmente attraverso la Bielorussia e ha puntato su Kiev. L’avanzata invece di essere trionfale è risultata difficile, la resistenza ucraina è stata fortissima, l’esercito russo era impreparato. Kiev ha resistito, il Presidente Zelensky,malgrado l’invito di Biden , non ha abbandonato il Paese, ma ha spronato il suo esercito e l’intera popolazione a resistere ed ha chiesto aiuti ed armi all’Occidente, trovando solidarietà.

In pratica per i russi è stata  una disfatta, le truppe si sono ritirate compiendo indegne vendette e lasciando sul campo molti morti da una parte e dall’altra. Il Governo ucraino e la sua Capitale hanno subito molta distruzione, ma sono salvi ed in grado di gestire la guerra. La campagna russa del Nord è persa: uno a zero per gli ucraini !

Seconda fase: cambia il comando militare russo della guerra in Ucraina. Un Generale va ed uno viene. E cambia la strategia: questa volta l’invasione avviene da sud verosimilmente attraverso la Crimea. Nelle nere notti del Mar Nero sbarcano milizie fresche, altre forze armate erano state predisposte per tempo in quel prezioso lembo di terra che già i russi avevano strappato all’Ucraina otto anni fà. I servizi segreti ucraini sono colti di sorpresa o forse tradiscono. Il nuovo esercito invade la costa del mare d’Azov e stringe d’assedio Mariupol. L’esercito ucraino è attestato a Kiev, a Kharkiv, a Odessa, a Lugansk, a Donetsk.  Mariupol con poca difesa, paga il prezzo della ferocia russa e viene distrutta, i difensori asserragliati nella immensa acciaieria, vanto della città, alla fine presi per fame, si arrendono. Ora il Mar d’Azov e’ tutto russo.  Uno pari , Kiev verso Mariupol,  un pareggio pieno di morti e di distruzione.

Terza fase: siamo ai tempi supplementari. L’offensiva si sposta nel Donbass, 1400 km di fronte, l’esercito russo è molto più numeroso, ma gli ucraini sono meglio equipaggiati con armi più moderne ed efficaci. La Armata Rossa segna il passo, quanto durerà questa fase? Gli ucraini credono nella loro vittoria, promessa dal loro piccolo ed indomito Presidente, ma in realtà guardando le carte geografiche e topografiche e’ chiaro che il Donbass è destinato a passare in mano russa. Forse allora Putin si fermerà e accetterà di trattare. L’integrità territoriale della Ucraina a quel punto sarà un modo di dire! Ci sarà una nuova Repubblica filo russa sul confine russo da Kharkiv alla Crimea? O ci sarà l’annessione diretta di queste terre alla Russia? Forse gli ucraini in cambio potranno salvare Odessa ed il loro accesso al Mar Nero, nonché il loro Governo centrale democraticamente eletto ed entrare in Europa ed iniziare la ricostruzione. Sempre che Putin si contenti ora e per il futuro dello stato di fatto ottenuto. Sempre che Biden la smetta di fare l’eroe con la pelle degli altri. Sempre che l’Europa, più che la Cina o la Turchia, tiri fuori gli attributi e faccia da vero garante.

Alina lo spera vivamente come vivamente odia i russi. Lei vive ancora nella Ucraina occidentale: ha sentito i boati dei tre bombardamenti dell’aeroporto militare della sua città, sa di analoghi bombardamenti su quello della vicina Leopoli, dove c’è stata anche qualche vittima. Forse i russi hanno fatto tesoro dell’insegnamento della guerra arabo- israeliana del 1967 quando nel primo giorno di quella lontana e breve guerra, gli israeliani di Moshè Dayan distrussero a terra negli aeroporti egiziani e siriani le intere aviazioni di quei Paesi lasciando i loro eserciti senza copertura. Ma anche gli ucraini avevano fatto tesoro di quella storia e gli aeroporti di Ivano Franzivsk e di Leopoli erano stati tempestivamente evacuati.

Alina è ancora infuriata: ha saputo, dice per certo, di soldati ucraini caduti prigionieri, evirati, bastonati e rimandati ai loro paesi d’origine; ha saputo, dice per certo, di donne violentate nei loro paesi della cintura di Kiev dai soldati russi in ritirata. Racconta che nelle ultime elezioni prima della guerra non aveva votato per Zelensky ma per Parashenko, entrambi antirussi, ma aveva creduto che quest’ultimo, colto e ricco, fosse più affidabile dell’attore Zelensky. Ora ha cambiato parere: considera l’attuale Presidente un vero eroe, capace di parlare a tutto il mondo ed essere ascoltato, cercando aiuti e solidarietà, capace di coagulare tutto il suo popolo a salvaguardia del Paese, “Hasta la victoria,siempre” come diceva il Che Chevara durante la rivoluzione cubana, capace di andare a Odessa sotto le bombe a organizzare la resistenza e sollevare il morale delle truppe, capace infine di fare venire a Kiev semidistrutta, prima la Presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen, poi i maggiori leader europei, Macron, Scholz e Draghi. E di invitare il Papa.

Alina ricomincia a strillare nel telefono : vinceremo, vinceremo, cacceremo Putin e questi……  e  ripete piu’ volte al loro indirizzo tutto il turpiloquio che aveva imparato in Italia………