I grandi artisti parlano con il contenuto delle loro opere e non con i concetti espressi da critici di parte che prima o poi verranno smacherati

di FILIPPO PANSECA

Oggi, l’evoluzione della scienza, promette di fondere in modo permanente il nostro corpo con computer e robot: la bionica. Un team internazionale, diretto da Joseph Ford dell’Università della California, ha creato le prime lenti a contatto telescopiche, che consentono a chi le indossa di ingrandire ciò che vede fino a tre volte. E ancora: studiosi dell’Università di Wollongong, in Australia, hanno sviluppato il primo impianto bionico che ci aiuterà a curare la schizofrenia; ricercatori dell’Università del Michigan hanno costruito nano-fili intracraniali che rappresentano un passo in avanti verso la creazione di una connessione stabile tra cervello e computer. E questi sono solo alcuni degli ultimi dispositivi sviluppati dalla bionica e dalla tecnologia medica, ambiti di ricerca applicata che promettono di stupirci sempre di più, e al primo posto per numero di richiesta di brevetti (Fonte Epo) invadendo in modo sempre più massiccio il nostro corpo, mescolando la nostra carne con le macchine, annunciando forse l’avvento di quel post-umano che i pensatori transumanisti caldeggiano. Qual è lo stato dell’arte della bionica? E quanto c’è di vero nell’idea che lo sviluppo di queste tecnologie trasformerà in modo radicale la nostra natura, fino a farci evolvere in qualcosa che umano più non è, ma appunto post-umano? La risposta in sintesi: già adesso disponiamo di rimpiazzi sintetici di buona parte dei nostri arti e dei nostri organi interni ed esterni, cervello incluso.

Non siamo in grado di riprodurre in modo perfetto le performance dei nostri organi naturali, è vero, né tantomeno di superarle, tuttavia i progressi quotidiani verso questo obiettivo sono sotto gli occhi di tutti. Ad esempio nel campo della visione. Milioni di persone nel mondo soffrono di degenerazione maculare e di retinite pigmentosa, patologie che conducono alla cecità. Niente di cui meravigliarsi quindi se l'”occhio artificiale” sia una delle protesi bioniche più gettonate, presente in molte varianti e in diverse fasi di sviluppo – dal telescopio impiantabile miniaturizzato creato dalla VisionCare Ophthalmic Technologies all’impianto retinico realizzato da un team del Mit e di Harvard, all’impianto corticale visivo (da inserire nella corteccia cerebrale) sviluppato all’Ecole Polytechnique di Montreal. Cuore: svariati i modelli sviluppati nel corso dei decenni, anche se al momento non riescono a raggiungere l’efficienza dell’originale. Stesso discorso vale per l’orecchio bionico, ma in quest’ultimo caso i progressi verso un udito simile a quello naturale sono stati molto più consistenti. Numerosi sono poi i modelli di braccio e mano bionici, con diversi gradi di sofisticazione ed efficienza, fino ad arrivare alla prima mano artificiale dotata di tatto sviluppata nel 2013 all’Ecole Polytechnique Federale di Losanna, e al braccio bionico controllato dal pensiero messo a punto dal Rehabilitation Institute di Chicago. Muscoli: al Jet Propulsion Laboratory in Pasadena lavorano allo sviluppo di “polimeri elettroattivi” capaci di costituire muscoli sintetici più forti di quelli umani, mentre all’Università del Texas hanno creato muscoli artificiali cento volte più forti di quelli naturali. Infine il cervello: difficile anche solo cominciare a parlare del numero e della varietà delle ricerche che mirano a interfacciare il cervello umano con le macchine, a sostituire questa o quell’area nervosa danneggiata, a sortire i più svariati effetti sul nostro sistema nervoso, e a conferire al nostro cervello il controllo diretto di dispositivi elettronici di ogni genere. Si tratta di un ambito di ricerca noto collettivamente come “neurotecnologie”: dai chip impiantati nel cervello per monitorare l’attività nervosa e connetterla a computer e arti artificiali, agli elettrodi per trattare le patologie neurodegenerative, fino alle protesi neurali, che dovranno riprodurre le funzioni superiori del nostro cervello, come la memoria o il pensiero. Fino ad arrivare a Kevin Warwick, dell’Università di Reading, autodefinitosi “cyborg”, cheanni fa ha impiantato nel proprio corpo chip che gli conferivano la capacità di controllare a distanza porte automatiche, computer e così via.

Dove ci porterà tutto questo? Il transumanismo è un movimento politico e culturale internazionale che da diversi decenni propugna il superamento dei limiti umani tramite la tecnologia. Più in particolare questi pensatori (Ray Kurzweil in America, Nick Bostrom in Gran Bretagna, Riccardo Campa in Italia) sostengono che la nostra specie debba prendere in mano il proprio destino evolutivo, da un lato promuovendo il longevismo radicale – trattando l’invecchiamento come una vera e propria malattia da curare -, dall’altro aumentando le capacità fisiche e mentali umane, sia tramite le manipolazione genetiche, sia interfacciando il nostro corpo e il nostro cervello con pc e robot.

Non sappiamo come e quando la bionica entrerà in pianta stabile nella nostra vita quotidiana, e affinché ciò avvenga gli ostacoli da superare sono diversi – dai costi, alle resistenze psicologiche che senz’altro sorgeranno.

Il Sole 24 Ore

L’ARTE BIONICA RIDISEGNERA’ LA TERRA

In questo nuovo mondo ridisegnato dalla Scienza, come si porrà l’uomo artista?

Continuerà a produrre arte decorativa che non ha più senso la sua esistenza, o si adopererà a creare un nuovo tipo e modo di fare arte approfittando e appropriandosi delle ricerche scientifiche per creare un nuovo modello di arte che non sia più una banale copia della natura, ma che entra a far parte della natura imitandone le funzioni, diciamo un’arte che collabora con la natura alla bonifica dell’ambiente in toto, interno esterno, per gli umani, per gli animali e anche per i vegetali. Un’arte per tutti e senza speculazioni occulte, vedi NFT e ragazzetti senza alcuna preparazione, stile o mestiere che approdano a Musei e collezioni, dove troviamo Artisti che abbiamo imparato ad amare per tutto quello che hanno fatto e ci hanno t

ramandato.

L’Arte con la A maiuscola, dovrà essere pura come l’aria e l’acqua, decontaminata da interessi incomprensibili che dovrà alimentare i giovani Artisti per il bene di tutti.

Le Accademie di “Belle Arti” inoltre che funzionano con i soldi delle nostre tasse non possono ignorare questo e dovrebbero aprire alla Scienza ed alla ricerca con nuovi corsi legati a questa nuova era geologica che in poco tempo ha avuto una trasformazione tanto inattesa quanto difficile da sanare in pochi anni.

Non posso non ricordare che per riuscire ad attivare presso l’Accademia di Brera nel 1991, dove insegnavo, un nuovo corso di Computer Art mi ero impegnato personalmente con la HP con la firma di un contratto da 50 milioni di lire per l’acquisto dei Computers che dovevano servire per la didattica e non mi sono pentito, perché il Corso partito e grazie a questo, visto l’enorme quantità di allievi iscritti, da sperimentale fu trasformato in fondamentale e fu aperto a tutte le Accademie.

La terra come gli umani ha bisogno di una nuova arte Bionica e inviterei tutti i miei colleghi delle “Belle Arti” a riflettere ed a svegliarsi, uscire dal letargo, buttate i pennelli, guardate come si è ridotta la Terra e pensate, studiate, vivete la natura e con l’Arte aiutiamola a rinascere, mettendo da parte tutto quello che abbiamo fatto e pensiamo seriamente a cosa potrà essere una nuova arte.

VOLUMETRICA?

Che con l’aiuto di elementi non inquinanti come olii, trementine ecc. che oltre a danneggiarci fisicamente, danneggiano gli spazi che occupano, utilizzare per esempio (come faccio da anni) i raggi uv del

sole che attraverso nanoparticelle di titanio si attivano per bonificare l’ambiente?

Io sono convinto che assieme e con l’aiuto di Aziende capaci potremo riuscire in Italia a creare un nuovo Rinascimento da esportare non come arma letale per conquistare il mondo, ma come segno d’amore verso questo pianeta che da milioni di anni ci ospita e che merita tutto il rispetto che fino ad ora non gli abbiamo concesso, al contrario di quanto ci ha dato la natura, che ci ha nutrito e per ricompensa stiamo distruggendo senza motivo e senza vergogna, vedi conflitto Russia Ucraina.

Miliardi di dollari spesi per la distruzione che se usati per la ricerca e l’innovazione, forse staremmo meglio tutti.

Tutto quanto ho scritto, ha già un nome TRANSUMANESIMO è un movimento culturale che afferma la modernità tecnologica, scientifica ed io ho aggiunto Artistica, al fine di ottenere, a favore della specie umana, benefici fisici e fisiologici. Miglioramento della salute e allungamento della vita e mentali: con potenziamento delle capacità intellettive e sociali.

Ho fondato nella Casema delle Arti di Pantelleria, che ci ospita, la GreenTech Academy dove in questo momento lavoro da solo, mi chiedo se resterò da solo.

LE DISCIPLINE DI GREEN TECH ACADEMY PANTELLERIA

GreenTech Art

GreenTech Architecture

GreenTech Agriculture

GreenTech Design

GreenTech Energy

GreenTech Environment

GreenTech Fashion

GreenTech Food

GreenTech Life

L’ARTE RINNOVA I POPOLI, NON LA POLITICA Filippo panseca