di MARIO PACELLI

LORENA FIORINI. IL PENSIERO DI STANISLAO NIEVO SULLA SCRITTURA – Terra degli ulivi edizioni. Lecce 2022

L’autrice riporta nel volume alcuni insegnamenti di Stanislao Nievo, scrittore che vinse nel 1975 con il romanzo “Il prato in fondo al mare” il premio letterario Campiello e nel 1978 “le Isole del paradiso” il Premio Strega. Fu anche conduttore radiofonico dal 1979 al 1985, curatore di una raccolta di poesie (“e Dio creò le grandi balene”), regista di alcuni lungometraggi, il responsabile organizzativo del film “Mondo Cane” e “Africa addio” di Gualtiero Jacopetti, entrambi di grande successo e molte polemiche. Se si aggiunge la sua attività giornalistica (La Stampa, il tempo, l’indipendente, il giornale) si ha chiara la figura di una persona che aveva tutti i numeri necessari per tenere corsi per insegnare “il mestiere di scrivere” agli aspiranti scrittori: chiunque abbia tentato di intraprendere la strada ha potuto constatare quanto sia difficile far seguire una seconda pagina alla prima…

E’ possibile insegnare a scrivere? La risposta necessita qualche chiarimento: è possibile (e c’è chi lo fa andando tenendo corsi con il proposito di insegnare agli altri ad iniziare una strada già da lui percorsa con successo) suggerendo alcune regole per progettare l’opera, razionalizzarne il contenuto con una adeguata sistemazione narrativa, oltre che consigliare i toni da usare nella narrazione con il pensiero sempre rivolto al futuro lettore. Nievo fa tutto questo con grande perizia ed efficacia, ma certamente ciò non può essere sufficiente ad assicurare il successo dell’opera e del suo autore: lo spazio che resta non può non essere colmato con la cultura, con il possesso della lingua, con la capacità di leggere il reale e non solo di raccontarlo, cosa questa che, come affermò Alberto Moravia e come hanno inseguito sostenuto molti altri, distingue lo scrittore​ dal narratore.​

I corsi di scrittura sono utili a far emergere capacità esistenti, ad offrire il supporto tecnico necessario per potersi esprimere ma non certamente a dare vita a ciò che è troppo latente per essere attualizzato.

Opere come quella di Lorena Fiorini, che mostra nel suo libro di avere fatto tesoro degli insegnamenti del suo maestro, forniscono nel contempo agli aspiranti scrittori utili consigli, suggerimenti, esempi sulla scrittura: l’augurio è che tra loro ci sarà chi scriverà qualcosa che sia a livello, tanto per fare qualche esempio, de “L’isola di Arturo” di Elsa Morante o de “Il deserto dei tartari” di Dino Buzzati. Non sempre ci si riesce ma bisogna comunque iniziare perché tanto la strada è più difficile tanto maggiore è la speranza…