di DOM SERAFINI

Arriverá anche il periodo in cui New York City sará in fase di ri-costruzione, per ora é in fase di demolizione. In una relativamente piccola zona della metropoli, in un’area di 64.000 metri quadrati, tra la 72ma e 79ma strada intersecati con la Prima e Terza Avenue, ben 30 edifici sono stati abbattuti o sono in fase di demolizione (come nella foto) per far posto a nuove costruzioni, alcune occuperanno un intero isolato (con spazi commerciali da affittare sulle avenue) e alla fine potranno ospitare oltre 20.000 persone. Questo vale anche per molte altre aree nell’intera area metropolitana.

I futuri vantaggi? Si spera che con un surplus di appartamenti e negozi, i costi degli affitti, ora alle stelle, diminuiranno, come pure i prezzi per l’acquisto di uno spazio vivibile.

Nel frattempo la vivibilitá della metropoli é diminuita per via della criminalitá, degli elevati costi sempre aumento, il traffico paralizzante, e per i problemi igienico-sanitari causati dai tanti topi che, fuoriusciti dai vecchi edifici in demolizione, girano per le strade.

A questi problemi c’é da aggiungere l’alto numero d’impalcature che bloccano i marciapiedi. A New York City ce ne sono cosí tante che hanno preso il nome di ‘sidewalk sheds’ (capanni da marciapiedi) e mentre a Bologna i portici servono anche per ripararsi dalle intemperie, quelli di New York servono principalmente a ripararsi dai detriti generati dai lavori agli edifici o dalle nuove costruzioni.

A New YorkCity (probabilmente la cittá piú “impalcata” del mondo) le sue 10.788 impalcature raggiungono 620 chilometri di lunghezza cumulativa. Al confronto, a Bologna, la cittá piú porticata d’Italia, i portici si allungano per un totale di 62 chilometri.