La riduzione del numero dei parlamentari, a partire dalla prossima legislatura, può rendere molto difficile l’elezione di candidati espressione di minoranze politiche o territoriali assicurando loro il diritto di tribuna, come avviene in tutte le democrazie parlamentari.

Mentre in Parlamento si discute tra sostenitori del sistema proporzionale e assertori della validità dei sistemi uninominali a turno unico o a doppio, il professore Mario Pacelli ha studiato un sistema elettorale che, sulla scorta della legge elettorale del 1912, consente di collegare direttamente i candidati al territorio, come avviene nei sistemi uninominali, senza però accogliere il principio maggioritario e con l’adozione limitata della proporzionale in modo da garantire alle minoranze il “diritto di tribuna” in Parlamento.

Con la nuova legge elettorale proposta nel video dal professor Pacelli ogni regione elegge almeno due senatori. Si vota un candidato. Dopo avvenute le elezioni si determina in ciascun collegio il quoziente elettorale dividendo il numero dei voti complessivamente espressi per il numero dei seggi da assegnare: sono eletti i candidati che hanno ottenuto voti pari o superiori al quoziente seguendo la graduatoria dei voti ottenuti da ciascuno.

I voti espressi per i candidati non eletti confluiscono nel collegio unico regionale costituito per ciascuna regione al quale è attribuito almeno un seggio.

Un sistema analogo potrebbe essere adottato per la elezione alla camera dei deputati sostituendo i collegi unici regionali con il collegio unico nazionale. Come avveniva per le prime elezioni della Repubblica appena costituita.