di GIAMPAOLO SODANO

Una famiglia. Quattro generazioni. La fine del Novecento. Questo, se lo vogliamo descrivere in poche parole, il bel romanzo di Lucio Pellegrini, regista di cinema e di televisione, che, racconta le vicende dei Mattei, di Stelio e di sua moglie Angiòla e dei tre figli, Anita, Tullio e Olivia. Stelio Mattei, è quel personaggio che potremmo definire un “ex sessantottino”, che in virtù del suo successo professionale e della moda corrente chiamiamo archistar. Angiòla, una madre assente, come tante, una moglie devota, è il suo perfetto completamento.

La descrizione di questi genitori lo scrittore l’affida ad Anita, all’inizio del libro: “Che bisogno c’era di venire tutti in Eritrea così, da un giorno all’altro, come se fosse una bella vacanza? La verità è che sono un clan, sono i Mattei. E noi non siamo altro che i figli di….”.

Stelio, ha raggiunto il successo a cinquant’anni. Angiòla, vive la propria vita di riflesso, come se nulla la riguardasse personalmente. I loro figli, “come tre isole alla deriva”, diventano rispettivamente un’influencer, uno scrittore di fumetti fallito e una maestra di tennis, incapace di realizzarsi. Attraverso le loro vicende Pellegrini ci restituisce l’aria dei nostri tempi e dei nostri luoghi. Nelle pagine di questo romanzo, attraverso le sorti dei Mattei, lo scrittore-regista ha abbandonato la macchina da presa e ha voluto fare una istantanea di una qualsiasi famiglia borghese. La fotografia di una comunità, in questa foto ci siamo noi.

Lucio Pellegrini è un regista, l’elemento umano è al centro del suo lavoro; e nel suo modo di raccontare il rapporto con i personaggi viene prima della storia che vuole raccontare. Una coerenza stilistica che si ritrova leggendo il suo romanzo La Linea, una convincente opera prima che utilizza il filtro delle vite dei suoi personaggi per raccontare i nostri anni del secolo scorso.

La Linea prende forma attraverso l’albero genealogico di una famiglia, la famiglia Mattei. Al centro Stelio e Angiola, un’unione basata sulla comune ricerca del successo, che li ha portati a sacrificare tutto, compreso l’amore per i figli schiacciati dalle loro ambizioni.

Ogni capitolo del libro è dedicato a un giorno particolare nella vita di un personaggio, ed è proprio questa scelta strutturale che da una particolare forma alla narrazione. In un continuo gioco di salti attraverso il tempo e lo spazio.

Lo scrittore non giudica i suoi personaggi ponendo sempre la giusta distanza tra sé e le sue creature: attraverso il narrare in terza persona, sia che li segua amichevolmente in seconda persona o lasciandoli parlare in prima persona.

E’ un romanzo che ci parla di noi stessi, dei successi e dei fallimenti del nostro Paese e di una generazione. Infatti la storia di Angiòla e Stelio è rappresentativa di quella generazione che nata nel secondo dopoguerra, vive la propria infanzia in un Paese che rinasce e dopo aver vissuto il “miracolo economico” degli anni ‘60 scopre l’impegno politico con la contestazione del Sessantotto. Ma ben presto dimentica i sacrifici dei genitori e gli entusiasmi giovanili, gli anni duri della ricostruzione e la leggerezza del consumismo per tuffarsi in una corsa sfrenata verso il successo e il benessere senza curarsi delle conseguenze. Ex-ragazzi, cresciuti con la pubblicità nella società del consumo e della comunicazione.

La Linea è un libro amaro, ma scritto con umanità.

Successo e benessere: questa è la stella polare che orienta le vite di Stelio e Angiòla, che sono qualcosa di più di una coppia e forse una cosa diversa da una famiglia. Lui un architetto visionario, lei il suo perfetto completamento. Ambiziosi, ma fragili. Intorno a loro i frammenti di una famiglia che attraversa il Novecento ed approda nel nuovo millennio.  Anita, la primogenita priva di talento e ambizioni, il fratello Tullio, fumettista in costante crisi creativa, la sorella (di solo padre) Olivia, efebica, caparbia, incapace di realizzare il suo sogno di diventare una campionessa di tennis.  Come in un puzzle, la saga della famiglia Mattei si compone mettendo insieme pezzi scomposti nel tempo. Fino a raccontare, in un futuro prossimo, il giovane Lorenzo, il figlio di Anita, che chiude il romanzo. Un ragazzo del nuovo millennio, cresciuto fra mille insicurezze e con la sola certezza di non essere figlio di quella generazione.

La Linea, tra romanzo e sceneggiatura, tra L’anno scorso a Marienbad e La famiglia di Ettore Scola.

(Lucio Pellegrini, “La linea”, 2022 La nave di Teseo, € 20,00)