di EUGENIO SANTORO

Finalmente il Sindaco Gualtieri è ricomparso. Sostanzialmente se ne erano perse le tracce un anno fa subito dopo la sua elezione.

 In verità prima dell’estate aveva battuto un colpo con la acquisizione dal Governo della licenza e dei relativi fondi per la costruzione di un termovalorizzatore nel territorio comunale per lo smaltimento dei rifiuti. Poi più nulla. È ricomparso in occasione del primo anniversario del suo mandato con un lunghissimo Rapporto alla Città, recitato per un’ora e mezza circa nella sala Sinopoli dell’Auditorium della Musica di fronte a più di 1000 cittadini interessati e curiosi di capire cosa aveva fatto in un anno. E si è capito che, chiuso in ufficio, aveva fatto il Direttore Generale di se stesso, probabilmente gestendo una complessa vicenda burocratica di acquisizione e ricollocazione di fondi, cercando in tal modo di sanare le piaghe storiche della città.

 Il popolo presente lo ha molto applaudito scoprendo il tribuno al di là del burocrate. Ha raccontato la cura programmata e finanziata delle tante piaghe urbane mediante l’assegnazione di fondi: il rifacimento di kilometri di strade urbane, la manutenzione delle scuole, la raccolta dei rifiuti, la sicurezza affidata a un famoso Pm  anche se non romano e la rigenerazione urbana per il risparmio del suolo. Su quest’ultimo tema ha molto insistito ribadendo e replicando più volte il suo impegno a recuperare edifici e strutture abbandonate e in rovina , cambiandone la destinazione d’uso..

 Poi ha elencato grandi progetti per gli anni a venire: il parco del Tevere, lo stadio della Roma, l’Expo, il Mondiale di calcio, quello del golf, eccetera, la valorizzazione delle donne, l’assistenza ai bambini, il rispetto dei diversi ed altro.

 Non una parola sulla salute della popolazione,sulla pandemia e sui suoi danni oltre che sulla sua gestione, sulle diseguaglianze nell’accesso alle cure, sulla incidentalità sul lavoro, sugli Ospedali troppo affollati e quelli chiusi, sulla medicina del territorio la cui organizzazione è risultata debole di fronte all’assalto del Covid. E nessuna parola sull’ambiente, sulle polveri sottili, sulla manutenzione del verde e del sistema fognario deficitario quando la pioggia fa sul serio. E quasi niente sul traffico, sull’invasione dei Bus turistici, sulla disciplina delle manifestazioni che invadono disordinatamente la Città.

C’era tutta la sua Giunta, parte dell’Assemblea consiliare, altri politici della Regione e qualche ex Ministro, però moltissimi assenti tra quelli che avrebbero dovuto esserci: la fiducia nel Sindaco silenzioso in questi mesi è andata diminuendo e sono cresciute le  critiche. Il popolo che conta di più di quelli che dovrebbero rappresentarlo, nell’anno trascorso  ha preso le distanze: è diventato palese il pentimento di molti che lo avevano supportato e votato.

Con questa apparizione brillante ed appassionata ci sarà certamente un recupero di credibilità e fiducia. La verità è forse che Sindaco non si nasce e che l’apprendistato è difficile e non pochi Sindaci anche a Roma nel loro primo approccio hanno fatto danni.

L’elezione diretta comporta il contatto con gli elettori e comunque con i cittadini, nelle strade, nelle piazze, nei mercati, nei luoghi di lavoro e nelle scuole per dare forma ad un legame necessario e costruttivo in mancanza del quale si allarga la distanza, si scava un fossato nel quale cresce la sfiducia ed  il disamore.

 Nel Primo Rapporto alla Città, oltre 60 pagine disponibili sul Web, forse Gualtieri ha deciso di riempire  questo fossato.