di DALISCA

Alla domanda: Che cos’è l’arte? Tutti restiamo un attimo in silenzio alla ricerca della risposta giusta, ma quale che essa sia nessuno lo sa dal momento che ognuno la elabora in base alle proprie conoscenze e al rapporto che ha con le opere d’arte. Certo è difficile per chi non ha molta dimestichezza con la materia formulare giudizi, peraltro noi discendiamo da una cultura visuale molto realistica pertanto facciamo fatica a decodificare i nuovi link dell’arte contemporanea. In aiuto ci vengono i critici dai quali riceviamo elementi formali nonché chiavi di lettura, l’unico inconveniente che ne deriva è che spesso si finisce per vedere con l’occhio dell’esperto piuttosto che con il proprio.

Quindi al cospetto di opere moderne abbiamo qualche perplessità e ci chiediamo, per citare un caso emblematico, come sia possibile che una banana schiacciata alla parete possa assurgere ad opera d’arte. Faccio riferimento all’artista Maurizio Cattelan e alla sua recente performance “Comedian” di cui tutti hanno parlato, molti dimostrando la loro indignazione. Per chiarirci un po’ le idee dobbiamo fare un passo indietro nel tempo e considerare “gli scandali” e cercare così di capire cosa può aver spinto oggi un artista, al di là degli effetti pubblicitari, a realizzare una performance con della frutta molto deperibile. Prendiamo in considerazione due grandi artisti dell’arte italiana quali Piero Manzoni e Gino De Dominicis entrambi avanguardisti e dirompenti così come le loro opere. Il primo con l’opera “MERDA D’ARTISTA” del 1961 e l’altro con l’opera “SECONDA RISOLUZIONE DI IMMORTALITA’ (l’universo è immobile)” presentata alla Biennale di Venezia del 1972, in quella circostanza fu esibito un ragazzo down; l’arte era diventata un fatto sociale nonché politico. Per entrambi si gridò allo scandalo addirittura furono accusati di vilipendio ma poi assolti.

Fatto sta che, al di là delle varie vicissitudini, qualche anno fa fu organizzato a Milano, a Palazzo Reale, una mostra dedicata a Piero Manzoni. Nella Sala delle Cariatidi, con al centro un cilindro trasparente, illuminato da una luce perpendicolare, spiccava la fatidica scatoletta di “merda d’artista” che, messa su di un piedistallo, era diventata opera d’arte riconosciuta. Quindi non ci meravigliamo delle varie bizzarrie degli artisti più audaci, in fondo, a ben pensarci (tesi questa assolutamente personale) se è vero che l’arte è lo specchio della realtà, la realtà che oggi stiamo vivendo può essere rappresentata da un frutto bacato. La terra è malata causa il grande inquinamento per cui al bel cesto di frutta dipinto nel ‘600 da Caravaggio, quando la terra era ancora integra, oggi può corrispondere la banana di Cattelan! Pertanto che ci piaccia o no l’arte può essere crudele con la sua verità che, in fondo, è anche la nostra.