Torino settembre 2022. Il salone del Gusto Terra madre 2022 è quello della rigenerazione. Abbiamo capito che il mangiare è un “atto” politico è le scelte con cui acquistiamo e consumiamo hanno un impatto diretto sul Pianeta, sulla salute dell’uomo e sui territori, da dove tutto parte e tutto ritorna. Abbiamo anche capito che il problema non è solo la povertà, qui declinata come povertà alimentare, ma più in generale la disuguaglianza. Lo spreco alimentare ad esempio, di cui si parla molto a Terra Madre, è una evidenza plastica di questo fenomeno. Eppure qui dal Salone si ha la netta sensazione che l’egemonia culturale del “mercatismo”, della meritocrazia e della crescita a tutti i costi stia davvero finendo. E che si apra una fase di rigenerazione culturale, economica e sociale, partendo proprio dai territori.

Il tema del salone di quest’anno è proprio la rigenerazione. Innanzitutto quella culturale, che parte da come si vive e arriva al modo con cui diamo valore alle “cose” che facciamo.

Nella rigenerazione ci sono le città, il paesaggio, i pascoli, il mare, insomma tutto quello che compone un ecosistema, antropizzato e non, la cui salvaguardia oggi rappresenta la frontiera su cui riattivare le comunità e la sfida per un governo dello sviluppo che deve coinvolgere il Mondo globale.

La storia di Slow Food da vent’anni a questa parte resta quella di una avanguardia capace di stare nel contemporaneo e di declinare il tema della cultura di un consumo e di una produzione responsabile oltre che sostenibile per come il mondo sta cambiando. L’uomo è pur sempre quello che mangia, come scrisse Feuerbach in tempi non sospetti, e l’agricoltura è sicuramente un punto di osservazione privilegiato nel quale indagare gli effetti e le transizioni legate ai processi di innovazione tecnologica.

Uno dei principali responsabili dello sconquasso climatico e dell’insostenibilità sociale è l’industria agroalimentare. Nel mondo ci sono 500 milioni di piccole aziende agricole che garantiscono l’alimentazione all’80% delle persone nel mondo ma non hanno alcuna rilevanza culturale ed economico”. Il sistema alimentare (produzione trasformazione trasporto) è responsabile per il 37% di CO2, i trasporti solo per il 17. Il fenomeno di spreco alimentare ha assunto proporzioni bibliche: il 37% del cibo che produciamo viene buttato via, un miliardo e mezzo di cibo, acqua, suolo fertile.

Il sistema produce fenomeni diffusi di iperalimentazione, che oggi riguarda più di un miliardo di persone.

Secondo Rajeev Charles Patel, uno degli ospiti più “interessanti” del Salone del Gusto, dall’agricoltura e dal consumo del cibo passa la disuguaglianza su scala globale e locale. E ancora dall’agricoltura deve partire la spinta alla rigenerazione, “un progetto radicale fondato sulla cura e sulla riparazione, che comprende l’intera rete della vita, perché tutto è interconnesso”.

Patel è un economista e giornalista britannico, classe 1972, origini Keniane e isole Fiji, baccellierato a Oxford, poi Yale e Berkeley, studioso della crisi alimentari mondiale, ha lavorato alla Banca Mondiale e all’Organizzazione mondiale del commercio. «I cittadini devono dimenticare di essere solo consumatori. La rigenerazione è sempre reciproca, sociale e libera da relazioni di tipo merceologico. Mentre il consumismo è una pratica individuale, la rigenerazione prevede che si passi dal concetto di consumo e di acquisto a quello del dono e della riparazione.” La rigenerazione quindi è partecipazione e coinvolgimento delle persone nelle comunità.

Più prosaicamente, il salone del gusto è comunque dedicato al cibo: 700 espositori da tutta Italia e dal mondo, 200 presìdi Slow Food, 500 eventi in programma, aree degustazione, decine di ospiti italiani e internazionali che parleranno di gastronomia, di alimentazione e più di 3000 persone provenienti da tutto il mondo. Il cibo, al di là della retorica a volte stucchevole che oggi oscilla tra il mainstream e il nazional popolare, è sostanzialmente un media di un messaggio che cambia in profondità: oggi l’urgenza è nella ri-gener-azione, vale a dire nell’azione generativa che riattiva la partecipazione e da un senso all’innovazione. Che prima di essere un fatto economico e politico è tecnologico e soprattutto culturale. La #RegenerAction può partire dal cibo che può essere uno dei motori della transizione ecologica necessaria per affrontare le crisi climatiche ed ambientali in atto. Rigenerare le pratiche agricole e i sistemi di produzione e distribuzione passando dagli stili di vita sono azioni concrete che la comunità globale può e deve sostenere.

La scelta della location non è casuale. Terra Madre 2022 torna a Torino, nel Parco Dora, simbolo di rigenerazione urbana della ex capitale dell’auto, del re e delle Olimpiadi, oggi forse in crisi di identità, Al centro di ogni progetto di ripartenza ci sono le comunità oltre alle persone, luoghi reali fisici da dove si può produrre innovazione ed affrontare il lungo periodo di transizione ecologica che è sotto i nostri occhi.

PS “I frutti della rigenerazione non nasceranno dalle menti degli esperti, ma saranno il risultato del consenso democratico in un contesto di garanzie di diritti e uguaglianza. La democrazia stessa ha subìto un degrado a livello globale. La rigenerazione del suolo, dell’aria, dell’acqua e della rete della vita richiedono la rigenerazione simultanea delle nostre capacità di impegnarci e di confrontarci in modo costruttivo gli uni con gli altri.” Ray Patel.

Consigliamo vivamente “I padroni del cibo” e “Storia del mondo a buon mercato. Guida al capitalismo, alla natura e al futuro del pianeta” (Feltrinelli, 2008 e 2018)