Pensieri della domenica di EUGENIO SANTORO

Tanti morti ovunque nel mondo, troppi! Un mondo troppo affollato: più di 100.000 ragazzi nei viali di Seul per la festa di Halloween, la folla ondeggia per un falso allarme, più di 150 muoiono calpestati; crolla il ponte sospeso su uno dei tanti fiumi indiani sul quale più di 300 persone si accalcavano festose: in 150 muoiono affogati precipitando; e poi le autobombe di Mogadiscio al centro città di un giorno di festa, dilaniando più di 100 cittadini ignari. Tutto in un solo giorno! Ma purtroppo in troppi altri giorni di ogni anno recente è successo e succedono analoghe tragedie.

C’era stato il Covid e c’è ancora, con milioni di morti in tutto il pianeta, due anni orribili il ‘20 e il ‘21 e poi nel ‘22 i morti li ha fatti la “sporca guerra” dell’invasione russa in Ucraina, migliaia e migliaia di giovani dalle due parti rimasti privi di vita sul campo di battaglia e nelle città rase al suolo per un incomprensibile motivo, comunque esecrabile. Dei conflitti tribali della Africa equatoriale è meglio non parlarne e così anche del Medio Oriente in fiamme permanenti. Infine i morti per fame ai quattro angoli del mondo dove la povertà è la disumana regola. Ultimo il Mediterraneo, mare di progresso e di civiltà, trasformato ormai da più di un decennio in una grande tomba per troppi tra coloro che hanno tentato per disperazione di attraversarlo alla ricerca di una vita migliore.

Insomma una grande strage permanente che richiama alla mente la teoria del contenimento numerico della popolazione del pianeta secondo la quale per il mantenimento dell’equilibrio nascite e morti debbono controbilanciarsi. Motivo per cui alla forte natalità si contrappongono epidemie, guerre e catastrofi, principio che si richiama matematicamente alla curva di Gauss vecchia di più di 200 anni, ma sempre attuale.

Il Papa invoca la pace, la fine delle stragi, la solidarietà umana. Gli altri capi religiosi lo fanno meno o dicono il contrario: lo sterminio degli altri in nome di Dio. Religioni incomprensibili! Fedeli trasformati in assassini ed in macchine di morte. Viviamo insomma tra civiltà e  barbarie! Chi ha ragione? Ed anche noi occidentali che ci riteniamo al momento depositari del “verbo” in precedenza di danni ne abbiamo fatti davvero tanti ed ancora oggi utilizziamo come mezzo di giustizia la pena di morte, ossia la medievale legge del taglione. È vero che “chi è senza peccato scagli la prima pietra”!

Abbiamo vissuto nel nostro Paese più di mezzo secolo di pace ed alla pace si sono ispirate le nostre truppe inviate dall’Onu nei focolari di guerre lontane, ovunque nel mondo. Poi c’è stata la guerra dei Balcani, al di là dell’Adriatico, cioè distante solo un braccio di mare dalla nostra costa. L’abbiamo considerata un fatto interno del disfacimento della Jugoslavia ex comunista. Nessuno ha pensato  che un missile vagante potesse cadere a Bari o a Rimini o a Venezia, anche perché forse le forze contrapposte di missili a medio raggio non è disponevano.

Ora anche l’Ucraina, il Donbass e la Crimea ci sembrano lontani dietro la catena dei Balcani e le grandi pianure -granai del mondo, ma invece lì hanno missili non solo a medio raggio, ma anche a lunga gittata, ed hanno anche armi atomiche. Noi ci atteniamo alle parole del Papa e continuiamo la nostra vita tranquilla come se la “sporca guerra” non ci riguardasse. Speriamo che sia così, ma soprattutto dobbiamo sperare che qualcuno si inventi  la cessazione di quelle ostilità. Il torto e la ragione non possono essere tutti da una sola parte. Laggiù in mezzo alle bombe prevalgono certamente i cattivi sentimenti di rivincita e di vendetta, ma quaggiù chi può e chi deve è ora che, dopo otto mesi di guerra e migliaia e migliaia di morti, alzi la voce per invocare la pace e per dire basta, comunque basta. Come Papa Francesco !

Giorni tristi anche in Italia. La maggioranza di destra o centrodestra ed il suo Governo hanno iniziato il loro percorso col piede sinistro, si fa per dire.

Per primo ci ha pensato Berlusconi, e non poteva essere diversamente, a fare capire che questa maggioranza parlamentare è fragile, mettendo in discussione le elezioni dei Presidenti delle due Camere; poi è entrato a gamba tesa sul programma elettorale concordato in politica estera, schierandosi, senza essere stato richiesto, dalla parte di Putin, suo amico personale. In ultimo è andato a trovare la Meloni per dare l’impressione che si era ricomposto il tutto: ma ormai il guasto era fatto e la nuova maggioranza non ne aveva certo bisogno, anche considerando che la grande vittoria elettorale era per lo  più frutto di una legge elettorale deprecabile e dell’assenteismo da record ai seggi! Perché infatti la Meloni governa il nome della minoranza degli italiani votanti pari al 44%, ossia meno di un terzo degli aventi diritto al voto!

Partendo col piede sinistro anche il Governo Meloni ha fatto un passo falso col suo primo decreto che innanzitutto con nuove norme Anti-rave ha praticamente reintrodotto lo Stato di polizia e con le nuove norme sul Covid ha inutilmente tentato di smontare i due duri anni di lavoro del precedente Governo nella lotta efficace alla pandemia. Mal gliene incolse: le norme anti-rave saranno cambiate in Parlamento dalla stessa maggioranza che avrebbe dovuto approvarle, quelle anti-covid sono finite nel ridicolo e nella legittima ostilità di Regioni e Sindacati. Il neo Ministro si è sforzato di spiegare che 4000 medici anti-vax serviranno a rinforzare il Servizio Sanitario Nazionale che probabilmente per lui, illustre cattedratico universitario, è un mondo sconosciuto. I 4000 medici sono meno dell’1% dell’intera categoria, di questi quasi la metà in questi anni di sospensione hanno superato l’età della pensione, una seconda quantità circa 500 sono dentisti, dei restanti 1500-1800 circa meno della metà sono ospedalieri, gli altri sono liberi professionisti non utilizzabili nel Servizio Sanitario Nazionale. In pratica il provvedimento difeso dal Ministro darebbe ragione a medici che non credono nella loro scienza e offrirebbe un medico ogni due ospedali italiani ! Intelligenti pauca !