di EUGENIO SANTORO


Pensieri della domenica

Le nuove Camere si sono aperte all’insegna del pettegolezzo più che della politica ed anche di rancori nuovi e arrembanti e di rancori vecchi sopiti a lungo.

Che c’è di politico, di nuovo, d’interessante nell’incazzature di Berlusconi perché non è stata accettata la sua pupilla al Governo ? Assolutamente nulla, siamo ancora dalla parte di Rubi rubacuori, la nipote di Mubarak. Eppure la nuova maggioranza ha vacillato perché comunque si è dimostrata la inutilità di Forza Italia nella elezione del Presidente del Senato. Allora il Cavaliere è passato agli insulti scritti, segretamente fotografati e diffusi! Infine l’ha fatta grossa con Putin e con Zaresky cercando di riconquistare il centro della scena, ma invece è caduto in un buco nero perchè il suo tempo è finito. Che c’è di politico negli errori di ortografia del nuovo Presidente della Camera che pure ha due o tre lauree? Che c’è di politico nell’incontro tra Meloni e Berlusconi che invece di parlare di energia, bollette, disoccupazione, povertà, Ucraina, eccetera hanno ritrovato la pace e l’accordo nella spartizione dei Ministeri? Che c’è di politico nelle quasi dimissioni di Letta e della convocazione di un congresso tra sei o sette mesi dopo le elezioni regionali ? Letta ha reinventato il semestre bianco per se stesso e per il suo Partito nel quale sarà autorizzato a non fare niente! Sarà meglio?

La politica invece è ricomparsa il 16 ottobre nella commemorazione del tragico rastrellamento degli ebrei dal ghetto di Roma nel 1943 quando oltre 1000 di loro furono avviati dalle SS a morire ad Auschwitz, tutti meno 16. Qui la politica è ricomparsa non tra i discorsi di circostanza e tra i campioni della tradizione antifascista, ma tra quelli che il nazifascismo non lo avevano mai rinnegato, anzi ! La Russa, un fascista perbene, con Berlusconi aveva fatto il Ministro della Difesa, un Ministro, ora fa il Presidente del Senato, seconda carica dello Stato; anche la Meloni, già giovane dirigente nei ranghi della giovanile dell’estrema destra, aveva fatto la Ministra con Berlusconi, ora fa la Presidente del Consiglio, quarta carica dello Stato.

Il 13 ottobre entrambi hanno deplorato la tragica storia della deportazione degli ebrei dal ghetto di Roma e del loro massacro nei campi di sterminio nazisti. È il massimo di una conversione o della ipocrisia? Comunque Parigi  val bene una messa:  l’insegnamento di Enrico IV primo Borbone a salire sul trono di Francia, è sempre attuale!

E a proposito di conversioni, questa volta senza politica, il numero uno è ancora il Segretario della Lega, sconfitto sonoramente alle elezioni, ma pur sempre ancora Segretario, che nel Governo scende di livello passando dal Ministero dell’interno a quello delle Infrastrutture e deve abbandonare il suo cavallo di battaglia, ossia la lotta all’immigrazione, ripiegando si fa per dire sulla flat tax, anzi no, abbandonando anche quella e perciò dedicandosi alla ricerca di un nuovo introvabile tema con un nuovo look, giacca e cravatta, convincendo solo, e forse neanche,  i leghisti duri e puri.

 Tra i desaparecidos ricompare Renzi che nella sconfitta del centrismo ha lasciato Calenda sul bagnasciuga scippandogli quasi tutti gli eletti ed ergendosi a difensore della equità e della legalità rivendicando posti e prebende che non  era riuscito a guadagnare sul campo del consenso elettorale. Lui più degli altri piange lacrime politiche perché sa che il nuovo assetto lo condanna alla inesistenza. Ha tentato di rimettersi in gioco con l’elezione del Presidente del Senato cercando l’inciucio con la maggioranza, ma è rimasto col cerino in mano. Così ha negato, ma nessuno gli ha creduto.

Il nuovo Governo è partito col vento in poppa, malgrado gli uccelli del malaugurio . E’un governo di qualità con alto profilo culturale e politico, ma bassa esperienza ministeriale. Anche chi la pensa diversamente non può non dare fiducia. Lo si vedrà alla prova dei fatti: prevarrà l’interesse del capitale o quello del lavoro? il libero mercato o il calmiere di Stato? il capitalismo finanziario o la destra sociale? Chi vivrà, vedrà.