Caro Giampaolo,

il Parlamento ha chiuso i battenti senza essere stato capace di approvare significative riforme di libertà.

Eppure, gli anni di questa legislatura hanno segnato progressi importanti, in particolare la depenalizzazione dell’aiuto alla morte volontaria: dapprima il principio riconosciuto dalla Corte costituzionale sul processo Cappato-Antoniani; poi l’applicazione pratica da parte di Federico Carboni, primo caso nella storia italiana. Anche sulla fecondazione assistita, sulla ricerca e sulla disabilità sono state le aule di tribunale a riconoscere le urgenze delle persone che non si rassegnano.

La legislatura avrebbe potuto concludersi con una vera e propria rivoluzione laica e liberale se la Corte stessa – questa volta presieduta da Giuliano Amato – non avesse impedito il voto sui referendum in materia di cannabis e eutanasia. Un danno grave è stato inferto, ancora più che alla nostra azione, alla Costituzione e alla democrazia nel nostro Paese, all’entusiasmo popolare che si era creato a livelli che da tempo nessuno -partiti, sindacati- raggiungeva. La delusione ha aggravato la profonda sfiducia nelle istituzioni, che non basterà la chiamata alle urne a settembre a sanare.
Ma noi non abbiamo smesso di coltivare la speranza, come con l’aiuto fornito alla signora Elena e l’autodenuncia di Marco.

Il Congresso di Modena ha dunque un valore e un compito ancora più grande: non solo riaffermare gli obiettivi di laicità e libertà dall’inizio alla fine della vita, offrendoli a chi sarà chiamato a gestire il potere in Italia, ma anche difendere, recuperare e rianimare la vita dello Stato di diritto. Intendiamo farlo attraverso gli stessi metodi che hanno consentito a Fabiano Antoniani, Davide Trentini, Federico Carboni e Elena di liberarsi dalla violenza che subivano: praticando la democrazia e, quando necessario, sostituendoci allo Stato, con la forza della disobbedienza civile e dell’aiuto materiale -sul piano medico, legale e umano- che con l’Associazione Luca Coscioni forniamo.

A Modena discuteremo i nuovi obiettivi e azioni per affermare quel “diritto a godere dei benefici del progresso scientifico e delle sue applicazioni” stabilito dall’ONU mezzo secolo fa. Non parleremo solo di nuove proposte di riforma per il prossimo Governo e Parlamento, in particolare su ricerca scientifica e malattie rare, grazie alla straordinaria ospitalità del nostro Co-Presidente Michele De Luca nella città dove conduce le sue ricerche sulle cellule staminali, oltre che su eutanasia, droghe, aborto e salute sessuale e riproduttiva. Lavoreremo anche sui nuovi strumenti da usare, sui servizi di “soccorso civile” da offrire per costringere lo Stato a rispettare i diritti fondamentali della persona, sulla costellazione di organizzazioni attivate per portare l’azione anche localmente e oltre i confini nazionali: i Giuristi per le libertà, Science for Democracy, Eumans, il Numero bianco per fare luce sui diritti (proprio il numero al quale si è rivolta Elena per chiederci aiuto!), l’intelligenza artificiale CitBot, la piattaforma di partecipazione, Freedomleaks, Scolarmente, le ormai tantissime Cellule Coscioni sul territorio.

“Per la vita”: così si intitolava il Primo Congresso dell’associazione Luca Coscioni, nel dicembre 2002.
Torniamo alle origini, per rivendicare la difesa di una vita non come mera funzione biologica, ma come esigenza insopprimibile di libertà, da supportare e difendere con tutti gli strumenti che il metodo democratico, scientifico e nonviolento mettono a disposizione.

Ci vediamo a Modena,

Filomena Gallo e Marco Cappato

Segretario e Tesoriere Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica