IL MONDO NUOVO.CLUB

CHI SIAMO = IL PROGETTO EDITORIALE, CULTURALE E POLITICO

In un passaggio epocale, nella fase di Transizione che stiamo vivendo, dobbiamo coniugare passato e presente, non per ricercare terapie   di altri tempi, cosa impossibile per il mutare delle  situazioni, quanto per analizzare le crisi che ci investono ricordando da dove nascono e così    avere gli strumenti per costruire ciò che sta andando in  pezzi.

Vogliamo riprendere la strada delle idee e della riflessione guardando oltre iI confine del tempo, a passate esperienze, come «Il Mondo» giornale di democrazia liberale fondato del 1949 o a quella cultura socialista e riformista di «Mondo Operaio», per allungare lo sguardo oltre i fatti di casa nostra, per capire dove il mondo sta andando.

Per questo abbiamo deciso di costituirci in Associazione culturale e dare vita ad una nuova esperienza editoriale «Il Mondo Nuovo».

Esistono due mondi: quello che appare sul web e    quello reale.

La saldatura tra i due mondi   manca: tra loro c’è uno spazio che nessuno si preoccupa    di colmare. L’ Associazione “Il Mondo Nuovo”, promossa da giornalisti e scrittori, da donne e uomini, nasce anche per coprire questo spazio,   consapevoli che oggi più che mai, il problema che si pone è l’uomo e il suo sapere e che la vera ricchezza è la conoscenza.

Sappiamo che scrivere, leggere, approfondire, riflettere ci può dare la certezza che “da che mondo è mondo” vince chi è capace di pensare per cambiare. E anche per questo abbiamo volute fare “il Mondo Nuovo”.  

LA RICERCA

I media digitali, nati intorno ad una tecnologia, sono stati fino ad ora “arrotolati” intorno a questa e di fatto impediti ad esprimere un proprio autonomo, specifico linguaggio. Il cinema non ha scalzato la radio e il teatro e la televisione non hanno scalzato il cinema, ciascun media nuovo ha costruito un suo linguaggio specifico. Così non è per i media digitali che si limitano spesso, ad inglobare cose esistenti o cose create per altro scopo.

Alla ricerca di questo linguaggio è dedicato uno dei compiti che gli autori dell’associazione “il Mondo Nuovo” si sono dati per saper mettere in relazione parole, immagini, pensiero, letteratura, musica, scienza. Creare cultura e non solo parlare di cultura.

Crediamo che il mondo della cultura sia a un bivio: approfittare del nuovo ambiente vitale che chiamiamo “digitale” per costruire una grammatica dei nuovi media o fuggire e lasciare che altri riempiano il vuoto.

LE NUOVE STRATEGIE

Un grande gruppo industriale che costruisce tecnologie per conquistare mercato e utenti ha deciso di parlare con parole diverse:  “Great stories can change the world”. E poi “Stories Connect the world”. Non fili, non onde, non chip, non devices, ma storie.

Una nuova strategia, per imparare di nuovo a sognare e a saper mettere in connessione la vita, le parole, le immagini, le storie. Poi una nuova parola d’ordine: “Artists inspire us”. Che Apple sostenga che il mondo digitale abbia bisogno di autori e artisti e non di utenti è una novità assoluta che ci piace molto, con la quale vogliamo fare i conti a partire da oggi, con “il Mondo Nuovo”, pensando, scrivendo, narrando, suonando, editando.

Un giornale digitale, fatto di scritti, video, podcast, musica, che può contare su un nucleo professionale e un editore impegnati a lavorare sulle nuove opportunità della digitalizzazione per raccontare la crisi della politica, il carattere dell’emergenza, la tenuta etica delle istituzioni, i rapporti tra tessuto produttivo e sistema istituzionale.  

I membri dell’associazione “Il Mondo Nuovo”, che vengono da diverse esperienze professionali, hanno voluto un giornale come spazio narrativo,  recuperando i temi  dalla  storia per coniugare memoria e futuro,  l’analisi della politica nazionale einternazionale, l’attenzione al territorio in una dimensione che connette la città conun civismo che copre il vuoto lasciato dalla crisi del rapporto tra cittadini e politica, senza legarsi a nessuna formazione politica.

Un giornale ricco di contenuti, aperto a tutte le idee, al punto che sarà il lettore a ricercare il fil rouge, a dare la sua risposta alle analisi che gli vengono proposte, a maturare la sua linea politica, in definitiva a scegliersi l’anima che preferisce. “il Mondo Nuovo” non sarà mai riconducibile ad una sola cultura, ad una singola esperienza, custode di un solo irrinunciabile valore, la libertà.

LA LINEA POLITICA

La crisi pandemica, la competizione Cina/USA e la guerra zarista hanno impresso una accelerazione a processi che, come è accaduto nella storia, accompagnano le fasi di “transizione” determinando la rottura del villaggio globale e la crisi della formazione economico-sociale esistente, con l’emersione di nuove forme delle classi, del potere e della formazione delle decisioni.

Basta riflettere su quello che accade sotto i nostri occhi: la crisi climatica e ambientale, i modelli di produzione digitale, l’emergenza sanitaria ed energetica, la crescita della popolazione, l’insufficienza delle risorse del pianeta, determinano una diversa concentrazione del valore e nuovi equilibri nella distribuzione della ricchezza.

Siamo in un passaggio storico caratterizzato da processi che, se non sapremo governare, determineranno una società sempre più concentrata nelle forme del potere e delle ricchezze. Si può contrastare questa tendenza ma servono politiche di nuova generazione e una nuova ideologia.

Siamo in una crisi o in una fase di transizione? Dalla risposta a questa domanda discendono diverse opzioni culturali e politiche. Le analisi dei processi politici ed economici condotte fino ad oggi hanno determinato una “diaspora” per il tentativo di inquadrare il nuovo nelle vecchie culture. È dunque necessaria una rigenerazione delle culture.

L’avvento dei cicli economici investiti dal digitale, la messa in crisi del processo di valorizzazione del capitale come lo abbiamo conosciuto nel secolo scorso non può trovare soluzione analoga a quella trovata nella crisi del 1929, in grado di far ripartire il modello di sviluppo basato sulla espansione dei consumi. Perché l’impronta della vita umana sul pianeta ha raggiunto un limite insopportabile per il pianeta stesso.

La pandemia ci ha messo di fronte ad una crisi che ha costretto il sistema a costruire il livello di domanda necessario a riequilibrare l’offerta creandola in maniera “fittizia”, inventando risorse inesistenti prendendole dal “futuro”, quello che oggi chiamiamo intervento pubblico, PNRR, spesa pubblica. Costruiamo debito e con quel debito facciamo consumare la gente: una vita poggiata su un enorme “pagherò”.

Difronte a noi la rivoluzione dell’intelligenza artificiale in cui tutti i lavori salariati saranno investiti da una modifica profonda delle professionalità, da una trasformazione generale dell’organizzazione del lavoro, dallo sviluppo del lavoro implicito. Poi lo smart working e il metaverso che ci daranno un luogo del lavoro totalmente digitalizzato. Siamo alla soglia della rottura dello Stato Socialeinteso dal punto di vista degli equilibri sociali.

Nessuno sviluppo del Sud negli ultimi cinquant’anni. Negli anni’70 il reddito pro capite nel centro Nord era pari a 32.000 euro con punte in Lombardia di 38.000 euro, mentre nel Mezzogiorno, sempre negli anni ’70 il reddito pro capite era pari a 16-000 euro. Oggi il reddito pro capite nel Centro Nord si attesta sui 38000 euro, mentre nel Mezzogiorno non supera i 18000.

Nel frattempo, persi i fondi europei per le aree non sviluppate, le regioni del Sud non sono state capaci di far crescere l’economia dei propri territori attraverso uno strumento di grande efficacia (se utilizzato): gli interventi facilitati per le Zone Economiche Speciali. Basti pensare che in tutta Europa le ZES sono 91 e che di queste 91 ben 45 sono collocate in Sicilia (che però non ha realizzato in cinque anni un solo progetto) e che tutte le altre Regioni non sono riuscite neanche a far dichiarare ZES le parti sicuramente arretrate dei loro territori.

La drammatica assenza di una classe dirigente preparata continua a mietere vittime dall’Unità d’Italia ad oggi

Il sistema tradizionale è arrivato alla fine. Le nuove forze produttive che ha sviluppato al proprio interno ci annunciano l’avvento di una nuova formazione economico-sociale basata su industria di senso, digitale, energia e agroalimentare.

Siamo in piena Transizione.

L’ambiente digitale che abbiamo creato e potenziato con l’intelligenza artificiale offrirà grandi possibilità al genere umano. Ma dobbiamo imparare a navigare: ci vuole una bussola per uscire nel mare aperto del digitale prendendo la rotta giusta. Questo è il passaggio in cui ci troviamo, dobbiamo conquistare l’approdo di un mondo nuovo.

Ilmondonuovo.club è nato anche per trovare le risposte a queste domande. “Credo sinceramente che la migliore critica sia divertente e poetica” scrisse Charles Baudelaire. Ma per essere giusta, ossia per avere la sua ragione d’essere, la critica deve essere parziale, appassionata, politica ossia fatta da un punto di vista esclusivo, da un punto di vista che apra il più grande numero di orizzonti.